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Buongiorno

06.02.2018 - Buongiorno Italia

A.A.A… Cercasi commessa a condizioni disumane

Buongiorno, Italia.
Nel suo quotidiano “Caffè” sul Corsera, Massimo Gramellini ha trattato ieri con la consueta, gustosa ironia – stavolta, ahimè, molto amara, date le circostanze – il caso della ricerca di personale per un centro commerciale di Ragusa.

“Cercano una commessa” racconta lo scrittore. “La vogliono donna, perché più accogliente. E la vogliono giovane, perché più attraente...”. E via così – dall’essere single all’assoluta disponibilità di tempo – senza tenere in nessun conto che “i contratti non prevedono alcun riferimento allo stato civile” e che “Prospettano orari e turni”. Insomma un’offerta di lavoro con tanti inauditi ed illegittimi vincoli – osserva Gramellini – come se si volesse acquisire la proprietà delle vite delle persone.

Lo scrittore liquida la questione come si conviene. Ossia individuando in questa storia, paradigmatica d’una mentalità padronale soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, “...Una concezione dei rapporti umani talmente reazionaria che i reazionari del passato l’avrebbero trovata troppo reazionaria”.

Ciò che non viene esplicitamente ricordato nel corsivo di Gramellini è il trattamento retributivo riservato a questa categoria di lavoratori/lavoratrici, nei centri commerciali come nei piccoli negozi: salari da fame imposti quale condizione già ai primi colloqui selettivi. Si racconta di commesse che lavorano anche 10-12 ore al giorno a 500 euro al mese. Un comportamento propriamente estorsivo, con l’aggravante della condizione di bisogno vissuta dalle “vittime” e nell’assoluta indifferenza degli organi di controllo, oltre che del sindacato.

Una vergogna nazionale. Una vergogna insopportabile.