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Buongiorno

01.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Alto Calore e Ato Rifiuti: ritorno alla Prima Repubblica. Anzi, peggio

Buongiorno, Irpinia.
Ho scritto per l’edizione odierna di Orticalab cosa penso del vergognoso doppio blitz che Pd e Compagni di pastette, con la complicità interessata di Forza Italia, hanno fatto lunedì e martedì all’Alto Calore e all’Ato Rifiuti, rispettivamente, con l’elezione di Michelangelo Ciarcia alla carica di Amministratore Unico e la nomina di Annarosa Barbati a direttore generale.

Niente di personale nei confronti dei prescelti. Soltanto la constatazione di evidenti e gravissime ingerenze politiche nella gestione di due servizi – Acqua e Rifiuti – dove proprio la politica, questa politica dei partiti, ha generato sperperi, clientelismi, corruzioni e indebitamenti a danno delle casse pubbliche, quindi dei contribuenti.

Nel caso dell’Alto Calore, la inopportunità della scelta di Ciarcia è lapalissiana: parliamo di un professionista, certamente preparato e onesto, che però nella politica è immerso fino al collo da quando indossava i pantaloni corti. È stato per oltre un decennio tesoriere dell’ex Dc e poi del Pd praticamente fino all’altro ieri. È stato candidato alla segreteria provinciale, ancora del Pd, l’altrieri ancora. È stato, stavolta letteralmente fino a ieri, presidente dei revisori dei conti proprio all’Alto Calore: incarico che non si concede per sorteggio ma se si è amici degli amici politici, nella fattispecie amico di uno che con l’Alto Calore ci ha costruito la propria carriera politica, ossia amico dell’ex senatore Enzo De Luca.

Dite voi, cari lettori, se dal Pd, e dallo stesso Ciarcia, sia venuto un esempio di opportunità o piuttosto di opportunismo.

Ingerenza politica palese ed altrettanto grave c’è stata per la nomina del direttore generale dell’Ato Rifiuti. Quell’incarico era stato messo a bando puntando tutto sulla scelta del miglior curriculum dei candidati idonei. Sta di fatto che il curriculum migliore è stato cestinato e che, per ragioni che prima o poi dovranno essere spiegate all’Anticorruzione, dal cilindro del Consiglio d’Ambito è uscito il curriculum d’una candidata rispettabilissima quanto si vuole ma – a rigore di bando – non certo la migliore.

Fa specie che gli unici membri del Consiglio d’Ambito che hanno contestato una scelta evidentemente “politica” e non “meritocratica” siano stati i tre sindaci di area demitiana: i quali, tra l’altro, hanno fatto verbalizzare il rifiuto del presidente alla richiesta di un esame comparato dei 14 curricula selezionati.

Niente di nuovo sotto il sole? Probabilmente no. A meno che l’Anac…

Arrivederci al prossimo capitolo.