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Buongiorno

06.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Ambrosone capogruppo Pd? La riprova che De Caro non è un leader

Una volta, quando c’era la Dc, e più tardi quando c’erano i Popolari e poi la Margherita, in Irpinia c’era un Capo - praticamente Assoluto - che discuteva con tutti e alla fine decideva per tutti. Non era uno stinco di santo. Tutt’altro. E, in verità, più che da Francesco da Assisi, si lasciava guidare da un certo Niccolò Machiavelli. Il fine era un partito forte per indirizzare e governare al meglio i processi politici. Il mezzo? Ogni mezzo era buono, democratico o solo apparentemente democratico, per raggiungere il fine. Insomma era un leader. Un leader di spessore nazionale, non meramente provinciale, o interprovinciale irpino-sannita. Si chiamava - si chiama - Ciriaco De Mita.

Tutti sapete a cosa si è ridotto il Partito Democratico irpino, figlio essenzialmente delle culture democristiane e comunista. È un insieme di persone che non sanno e non si chiedono nemmeno perché stanno insieme. É una sommatoria di gruppi e gruppuscoli indistinti, niente che possa farli elevare almeno a dignità di "correnti".

Tutti sapete come il Pd è stato bravo a celebrare un congresso provinciale farsa, con la partecipazione solo di un terzo degli iscritti, per lo più falsi iscritti, che hanno eletto un segretario altrettanto farsa, il quale ogni mattina - quando si guarda allo specchio - sprofonda in una malinconica crisi d’identità, fino a chiedersi - non amleticamente "To be or not to be" - ma sconsolatamente: "Insomma, chi cazzo sono?".

In questo partito lacerato, che non pensa, non ride né piange, cioè non prova e non dà emozioni, e che è stato capace di perdere elezioni politiche e amministrative, ma soprattutto ogni forma di fiducia e simpatia del vasto popolo avellinese di centrosinistra, venerdì scorso è accaduto ciò che soltanto la mancanza di una parvenza di leader poteva far accadere. É accaduto che non si è riusciti nemmeno a tenere insieme sei consiglieri del gruppo per eleggere il loro capogruppo. É accaduto che due dei sei consiglieri del gruppo hanno detto no al nome di Enza Ambrosone capogruppo scelta e imposta, non si capisce per quali meriti, da Umberto Del Basso de Caro.

La differenza tra un leader e un non leader è che Ciriaco De Mita sceglieva e imponeva anche di peggio e tutti si ritrovavano allineati, zitti e mosca. La differenza è anche, forse soprattutto, che Ciriaco De Mita non avrebbe mai scelto e imposto a capo del gruppo Pd una distinta signora proveniente da un altro partito dopo sette anni di guerre stellari proprio contro il Pd.

Spiace dirlo, ma Del Basso de Caro ha dimostrato ancora una volta di non essere un leader. E tanto senza nulla togliere al suo spessore professionale e culturale decisamente notevole.