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Buongiorno

07.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Ato Rifiuti: Tropeano smentisca la "pastetta" del direttore generale

Certo che sì: ancora un ritorno sulla nomina del direttore generale dell’Ato Rifiuti. E un impegno: ne scriveremo fino a quando chi di dovere non si deciderà a fornire spiegazioni convincenti su una storiaccia che ha tutti i caratteri della "pastetta", ossia dell’ennesima, insopportabile ingerenza della politica, intendete pure malapolitica, che ha ridotto i servizi pubblici locali irpini nelle condizioni in cui sappiamo.

Dunque, andate sul sito dell’Ente d’Ambito Avellino e leggete la delibera - pubblicata ieri - della nomina del dg e firmata dal presidente, architetto Valentino Tropeano.

Leggetela attentamente e fatevi una domanda semplice-semplice, la seguente domanda: la scelta di Annarosa Barbati è la migliore che gli undici membri (più il presidente) del Consiglio d’Ambito potessero fare per garantire gli interessi dei 119 comuni della provincia irpina?

La nostra risposta è decisamente no. E per una ragione soltanto, anche questa semplice-semplice: si può scegliere il meglio quando c’è il presupposto del confronto tra più proposte. Nel caso in questione, il Consiglio d’Ambito non ha mai effettuato un esame comparato dei curricula dei 14 candidati che avevano manifestato interesse ed erano in possesso dei requisiti richiesti dal bando.

Il Consiglio d’Ambito si è limitato ad accogliere l’invito del presidente Tropeano a scegliere Annarosa Barbati. Ergo la scelta, anzi la "prescelta", è stata fatta da Tropeano. Questa non è una nostra opinione. È quanto c’è scritto in quella delibera. La quale contiene, seppure in modo sfumato, anche un altro elemento che comprova la "pastetta": il presidente Tropeano ha rifiutato la richiesta, avanzata da due membri del Consiglio d’Ambito, di valutare in modo comparato i curricula dei candidati.

Questi sono i fatti. Che impongono qualche altra domanda direttamente all’architetto Tropeano.

1. È certo che non ha commesso un abuso facendo ciò che ha fatto?
2. Perché non ha accolto la richiesta di mettere a confronto i curricula, procedura che avrebbe garantito una scelta ragionata e comparata?
3. Può escludere l’indiscrezione secondo cui ha ricevuto l’input del nome della Barbati da capi storici e capetti al tramonto della politica provinciale?
4. Ha verificato che la Barbati non rientri nelle incompatibilità previste dal Dlgs numero 39 del 2013?

Ecco, il presidente Tropeano farebbe cosa buona e giusta decidendosi a chiarire i dubbi testé elencati. Ne avrebbe addirittura l’obbligo in verità. Ma noi continuiamo a confidare nella limpidezza del suo passato di professionista e amministratore pubblico. Oltre tutto, della vicenda si occuperà l’Anac. Dunque, tanto vale...