menu

Buongiorno

26.02.2018 - Buongiorno Irpinia

Politica e corruzione: via le mele marce ma anche i contenitori

Buongiorno, Irpinia.
Non sempre condivido le opinioni di Gianni Festa sulle vicende politiche della nostra provincia e della nostra regione, e sono certo che almeno altrettante volte lui non condivide le mie. Meno male, aggiungo, che le cose stanno così: il pensiero unico è sempre pericoloso, in politica come nel giornalismo.

Ho condiviso rigo per rigo, invece, il suo editoriale di ieri apparso sotto il titolo “Questo voto e le mele marce”. Un editoriale dall’incipit illuminante: “No, non ci sto. Non mi turo il naso. Non servirebbe a coprire il fetore che alcuni fatti di questa campagna elettorale hanno svelato”. E i fatti sono quel po’ po’ ch’è uscito dai video di Fanpage sulla storiaccia dei rifiuti che hanno pescato con le mani nella marmellata – e che marmellata! – alcuni fedelissimi di Ciriaco De Mita.

Ho scritto e ripetuto che aborro il pensiero di quel modello di giornalismo, le cui rivelazioni, peraltro, molto difficilmente potranno essere utilizzate in sede processuale, per cui – in mancanza di elementi probanti raccolti dalla magistratura inquirente per le vie consentite dalla legge – i protagonisti dello scandalo, tipo Iacolare e sodale mazzettaro, molto probabilmente se la caveranno senza problemi.

Tuttavia, quei video, il terzo in modo particolare, hanno plasticamente rassegnato l’essenza d’un sistema affaristico-corruttivo che vede coinvolti galoppini politici sistemati ai vertici di importanti società partecipate della Regione. Sono le mele marce di cui parla Festa e sulle quali continua il silenzio dei loro politici di riferimento che in questa campagna elettorale continuano a discettare sui massimi sistemi evidentemente per dribblare una realtà molto più che imbarazzante. Imbarazzante per loro intendo. E così, ad esempio, quando Ciriaco De Mita, strettissimo riferimento politico di Biagio Iacolare e socio del video, dice di vedere in giro, in questa campagna elettorale, soltanto “venditori ambulanti”, diventa egli stesso un venditore di chiacchiere utili soltanto a coprire – con una foglia di fico – gli amici impresentabili che ha sistemato ai vertici di gestione dei servizi pubblici locali.

Caro Gianni, forse è tempo di buttare non solo le mele marce ma anche i loro contenitori.