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Buongiorno

04.09.2017 - Buongiorno Irpinia

Prefetto Tirone, spalanchi gli occhi sul caso-Mirabella

Buongiorno, Irpinia.
Pochi giorni fa, all’atto del suo insediamento, il nuovo Prefetto di Avellino, Maria Tirone, ha detto tra l’altro che sarà impegnata al massimo per contribuire a garantire la legalità. Potrebbe sembrare una dichiarazione scontata. E invece non lo è. Quando si avverte la necessità di sottolineare un concetto vuol dire che c’è la consapevolezza e la coscienza che anche nelle migliori famiglie può capitare che si deroghi ai doveri scontati dei propri membri.

Il Prefetto Tirone ha una storia limpidissima alle sue spalle. Un servitore dello Stato impeccabile. E la sua dichiarazione – ripetiamo, niente affatto scontata – è già di per sé una garanzia per la comunità provinciale.

Perché, diciamocelo con franchezza estrema, nelle sue articolazioni istituzionali locali l’Irpinia non è assolutamente immune da fenomeni di abusi, omissioni, anche semplici leggerezze che alla fine, nell’insieme, mettono a rischio la legalità, pur nella buona fede – se buona fede c’è – dei protagonisti della vicenda politico-amministrativa e burocratica dei nostri municipi.

Prendete, ad esempio, il caso di Mirabella Eclano. L’iter per l’approvazione del bilancio restituisce più l’idea di un percorso di guerra in piena giungla che la normale, ordinaria, corretta e trasparente procedura prevista dalle leggi dello Stato. Tra termini perentori non rispettati, delibere di equilibrio contabile scomparse o mai assunte, uno stesso revisore dei conti che sui medesimi documenti fornisce pareri diversi, un sindaco che si arrampica sugli specchi assai lisci di verità contraddittorie e altre strane storie "tese", nella città dell’antica Aeclanum la vita amministrativa pare essere ripiombata nel Medioevo. Oppure, se si vuole restare nella contemporaneità, sembra scandita dagli stessi ritmi senza spartito d’uno di quei comuni del casertano che... "manc’ ’can", come si direbbe nel nostro saggio modo dialettale e contadino.

Ecco, Signor Prefetto Tirone, il caso di Mirabella Eclano, che i suoi Alti Dirigenti di certo Le hanno prospettato con rigorosa dovizia documentale, potrebbe essere un paradigma esemplare di cosa non si debba fare, nelle amministrazioni comunali, per evitare il benché minimo rischio dell’illegalità. Naturalmente, con gli atti consequenziali che la gravità della situazione richiede.
Attendiamo con fiducia, Prefetto Tirone.