menu

Buongiorno

31.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Capozza assessore regionale: una scelta di merito, politica e territoriale

Come è stato riferito ieri, tra i quattro nuovi assessori regionali nominati dal Governatore della Campania c’è l’irpino, Gerardo Capozza. Oggi voglio aggiungere al riguardo due brevi considerazioni.

La prima. Con Capozza, Vincenzo De Luca ha fatto una scelta che è di merito, politica e territoriale.

Di merito perché il nuovo assessore alle Attività Produttive ha una lunghissima esperienza nella Pubblica Amministrazione di livello alto: ha ricoperto, infatti, incarichi di dirigente e di direttore generale in diversi ministeri, circostanza che gli ha fatto maturare una cultura di sicuro spessore nelle varie materie di competenza del governo centrale. Questa esperienza centrale di circa trent’anni si è saldata con quella locale di sindaco di Morra De Sanctis. Il governo delle politiche di sviluppo, insomma, sperimentato ai due estremi della filiera istituzionale: a monte la programmazione generale degli interventi, si potrebbe dire la “teoria” dei problemi dello sviluppo; a valle la pratica amministrativa, il confronto diretto con le questioni del territorio, il contatto con la gente.

La scelta politica sta nel fatto che De Luca non ha nominato assessore soltanto un alto burocrate con esperienza consolidata anche nell’ amministrazione locale. Gerardo Capozza – due lauree: Giurisprudenza e Medicina e Chirurgia – è cresciuto alla scuola politica di Gerardo Bianco, e di politica si è nutrito – si potrebbe dire – fin da quando portava i pantaloni corti. Non solo. In politica è sempre stato un “contestatore moderato”. Per dirla diversamente, è stato un’anima irrequieta dell’ex Democrazia Cristiana, e di tutto ciò che ne è seguito, ma sempre nel più rigoroso rispetto delle regole. Di più: allievo di Bianco, non poteva che ispirare tutta la sua militanza al principio irrinunciabile dell’etica politica. La questione morale è stata un riferimento costante in tutte le sue battaglie, rigorosamente sulle orme del Maestro.

Scegliendo Capozza, De Luca ha fatto infine una scelta territoriale. Il Governatore si fida ciecamente, e a ragion veduta, del suo vice Fulvio Bonavitacola. E nessuno meglio di Bonavitacola, che ha solide radici irpine, sa di quanta attenzione abbia bisogno questa provincia, provata com’è da una disoccupazione giovanile prossima al 60 per cento, da un Pil tra i più bassi del Paese e da una forte ripresa dell’emigrazione.

Un’ottima scelta, dunque, di cui certamente potrà avvantaggiarsi anche l’Irpinia, soprattutto in considerazione del fatto che in questi ultimi due anni della legislatura regionale sarà concentrato il massimo della spesa dei fondi strutturali europei e del Patto per la Campania.