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Buongiorno

09.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Cara Maria e caro Giovanni, parliamo di tutto ma di politica mai più

Buongiorno, Irpinia.
Questa è una breve e amara storia. La racconto a me stesso, prima ancora che a voi, per evitare il rischio di dimenticarmene. E non voglio, decisamente non voglio dimenticare.

La scorsa estate ho avuto il piacere di conoscere due avvocati quarantenni avellinesi. Per l’esattezza, un’avvocatessa e un avvocato. Mi seguivano, forse ancora mi seguono, sul mio Blog. Erano divertiti lettori – così mi dicevano – delle Siringhe di Mila Martinetti: quella monellona di Mila che ancora diverse persone mi chiedono di voler incontrare perché – spiegano – “è simpatica assai”. Se sapessero...

Con i due avvocati si stabilì subito un bel feeling. Un giorno ci ritrovammo a pranzo. E parlammo a lungo di politica. Del Pd in modo particolare, perché allora erano militanti Pd. Lamentavano un partito chiuso, con tanti gigli magici di periferia, ad Avellino come nel resto della Campania: piccoli cloni del peggior renzismo, corresponsabili della sconfitta devastante del 4 marzo.

Auspicavano il ritorno alle origini: il Pd a vocazione maggioritaria, il Pd dei Grandi Valori, il Pd della Questione Morale, il Pd della Politica con la P maiuscola. E mi raccontavano del comportamento assurdo dei capetti del Pd locale, sempre pronti ad escluderli dal confronto, dalle discussioni.

Leggevo, nella loro narrazione, i motivi veri e profondi della crisi d’identità del Pd. E m’incazzavo al pensiero che giovani professionisti così carichi di passione dovessero sentirsi esclusi dal partito in cui militavano.

Non mi sorpresi più di tanto, perciò, quando appresi da un comunicato stampa che avevano abbandonato il Partito Democratico.

Ieri ho letto sui giornali locali che Maria Rusolo e Giovanni Bove – i due avvocati che resteranno miei amici a prescindere – sono diventati demitiani e si candideranno alle amministrative di Avellino. Faccio fatica a coniugare la loro scelta di oggi con i loro racconti di ieri. E mi fermo qui: con Maria e Giovanni ci ritroveremo certamente a pranzo o davanti a un caffè o a passeggio. L’altra cosa certa è che con loro vorrò parlare di tutto, ma non di politica.