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Buongiorno

08.09.2017 - Buongiorno Campania

Caro Governatore, non sottovalutiamo la camorra nel Vallo

Buongiorno, Campania.
Per la gioia di chi ogni tanto rileva che sono troppo schierato con il Governatore della Campania – cosa comunque non affatto vera, e più avanti spiegherò perché – devo dire che non mi è affatto piaciuta la risposta di De Luca agli amministratori del Vallo di Lauro sul rischio camorra in quella zona.

E’ accaduto a margine della cerimonia di riapertura della Taurano-Monteforte. A sindaci e rappresentanti di Libera preoccupati per i segnali di riorganizzazione dei clan nel Vallo, il presidente della giunta regionale ha così replicato: “Non esageriamo con gli allarmi. Abbiamo avuto dei problemi a Quindici, so che ci sono immobili confiscati di grande importanza e sicuramente daremo una mano al territorio. Ma non riterrei questa, al momento, un’area con pesante presenza di camorra. Vedo altrove fenomeni ben più gravi da affrontare con urgenza”.

La mia opinione è che il Governatore sbaglia a sottovalutare. Certo, se il raffronto vien fatto con l’area del casertano e con Napoli e i suoi altri due morti ammazzati “freschi di giornata”, è chiaro che l’emergenza è qui. Ma la camorra nel Vallo è storia antica, e se ogni tanto rialza la testa e riesce, appunto, a riorganizzarsi, è proprio perché da troppo tempo quel territorio, socialmente sano e laborioso, è stato trascurato dalle istituzioni dello Stato centrale e dai governi regionali.

C’è di più. Il Vallo è cerniera tra l’area metropolitana con i suoi clan e l’Irpinia interna. La pressione delle forze dell’ordine nelle zone a più alta concentrazione camorristica inevitabilmente spinge i clan alla “residenza” di fatto in periferia, proprio in direzione del territorio-cerniera. Non lo dice il sottoscritto ma la Dda, che ancora recentemente ha segnalato il fenomeno. E, d’altra parte, lo stesso Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, che meglio di qualsiasi altro conosce vita e morte apparente della camorra, anche per essere un campano doc, non perde occasione per ricordare che non esiste più da tempo un’Irpinia Felix nel senso in oggetto.
Preoccupiamoci, quindi, e tanto più, caro Governatore. Anche perché già la camorra di queste parti ha cervelli molto più fini e raffinati di quanto si immagini, figurarsi se viene ulteriormente contaminata da quella casertana e vesuviana.

P.S.: A chi di tanto in tanto simpaticamente “sfruguleia” assegnandomi la “tessera” deluchiana, devo rispondere ancora una volta che mi sforzo di fare il mio mestiere con l’unico obiettivo di avvicinarmi il più possibile alla verità. Ed esprimendo opinioni che sono sempre, per definizione, opinabili, ma di sicuro libere da qualsiasi condizionamento esterno.
Ho del Governatore De Luca una opinione decisamente positiva. Sono convinto della sua genuina e straordinaria voglia di fare e delle sue non comuni capacità politiche e amministrative. Sarei anche pronto a giurare che è un politico onesto. E sono altrettanto certo che sotto la corteccia fin troppo greve, a cominciare dal linguaggio che egli usa, ci sia una persona buona e seriamente impegnata dalla parte della gente comune e dei più deboli in particolare. Tuttavia, il mio “pregiudizio positivo” mai mi ha impedito (fin da quando, nel ‘94, lui era sindaco di Salerno ed io capo della redazione de “Il Mattino” di quella città) e mai mi impedirà di rivolgergli le critiche che ritenessi opportune e fondate.
Ciò detto, spero di non dover tornare più sull’argomento.