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Buongiorno

08.02.2018 - Buongiorno Italia

Chi vincerà le elezioni? I sondaggi sono tutti sballati

Buongiorno, Italia.
Elezioni politiche del 4 marzo. I sondaggi sulle intenzioni di voto fin qui pubblicate hanno avuto un effetto deprimente sui potenziali perdenti, il Pd in modo particolare, e un effetto esaltante sui potenziali vincitori, il Centrodestra più dei Cinque Stelle.

Non più di tanto sembra essere importato ai diretti interessati il fatto che, sempre stando a quei sondaggi, è ai limiti dell’impossibile formare dopo il voto una maggioranza omogenea in grado di darci un governo stabile.

Ieri è arrivata, comunque, l’analisi di un accorto e imparziale studioso di flussi elettorali, il professor Roberto D’Alimonte. Il quale, in buona sostanza, ha messo in forte dubbio l’attendibilità dei sondaggi.

E il motivo è semplice: al momento che circa il 50% degli intervistati ha dichiarato che non andrà a votare, l’indagine è stata di fatto svolta su una campionatura – la metà di quella standard – che fa aumentare di non poco il margine d’errore.

Non solo. Ci permettiamo di aggiungere che tutti i sondaggi non hanno tenuto conto della qualità dei candidati nei collegi uninominali. Non significa automatico stravolgimento delle indicazioni di voto, ma la circostanza di certo aumenta ulteriormente il margine di errore.

Insomma, mai come questa volta le previsioni potrebbero essere clamorosamente smentite e riservare, di conseguenza, sorprese anche clamorose.

Tutto ciò può essere teoricamente di conforto al Pd, che – ripetiamo – vien dato perdente. Ma tutto è possibile, in un senso o nell’altro. Mai come ora la prudenza è saggezza.

Meno sorprendente, però di certo molto interessante, è un altro studio: quello condotto dall’Istituto Cattaneo sull’attendibilità dei programmi presentati da partiti e coalizioni in lizza. Soltanto il 25% delle proposte politiche “sono verificabili”; per il restante 75% si tratta di “affermazioni di principio”.

Tradotto in soldoni significa che in campagna elettorale ci venderanno molte chiacchiere e pochi fatti veramente realizzabili. Nemmeno questo stile aiuta ad avvicinare gli elettori ai partiti e alla politica. Ed è questo un altro ragionato motivo per prendere con le molle tutti i sondaggi. In conclusione, dobbiamo pazientare: la verità uscirà soltanto dalle urne, la notte del 4 marzo.