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Buongiorno

18.10.2018 - Buongiorno Campania

De Luca-Di Maio: lo scontro a colpi bassi sulla Sanità

Nel corso della video-intervista di martedì con “Il Mattino” di Napoli, il Governatore De Luca fa un’affermazione forte che riguarda direttamente la Campania e che va ripresa e opportunamente e commentata.

Si riferisce alla Sanità. Egli definisce “idiozia” la decisione del governo giallo-verde, su iniziativa del vice-Premier Di Maio, di abolire il doppio incarico presidente di Regione-Commissario per il rientro dal debito sanitario.

In effetti, sul piano squisitamente amministrativo, di provvedimento “stupido” si tratta. Riproporre il conflitto tra programmazione degli interventi in materia sanitaria, che resta una competenza comunque in capo alla Regione, e gestione della spesa nelle mani di un commissario esterno, di fatto si rivela dannoso.

Ed è un danno che, nella sostanza, scontano i fruitori del Servizio sanitario, cioè i cittadini. Lo abbiamo già visto con le passate esperienze (Morlacco e Polimeni), avremmo fatto volentieri a meno della replica: tanto più se è vero – come ha più volte annunciato De Luca – che il rientro totale dal debito è previsto entro il prossimo dicembre. È una sua affermazione, naturalmente, che potrebbe non coincidere con i numeri del Ministero della Salute: e si sa che nella pubblica amministrazione nulla è più opinabile dell’aritmetica elementare.

Sul piano strettamente politico, le cose stanno diversamente. Luigi Di Maio, che “idiota” non è affatto, ha sostenuto senza troppi complimenti il motivo vero per cui ha voluto che nel Decreto fiscale venisse inserita la norma che sancisce la incompatibilità tra la carica di presidente di regione e commissario. Egli ha detto, papale papale, che la gestione della Sanità va tolta dalle mani di De Luca.

Perché? La ragione vera e di fondo, al di là dei debolissimi argomenti oggettivi che potranno essere addotti, è una ed una soltanto: la Sanità è materia elettorale sensibilissima, è una inesauribile miniera di voti. Dai direttori generali ai dirigenti, dai primari agli infermieri, passando per gli uffici del personale amministrativo, le possibilità di contatti e dunque di propaganda sono innumerevoli. E ciò senza contare l’attività propriamente detta di clientelismo, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private.

D’altra parte, se è vero, come è vero, che la Sanità assorbe il 70 per cento del bilancio regionale, e se è altrettanto dimostrato che il voto è più “volatile” dove ci sono più soldi che altrove, eccoti la riprova che il “non idiota” Di Maio ha voluto quella norma pensando alle elezioni regionali del 2020 e non certo all’idiozia, di cui è certamente convinto anche lui, di dire stop al doppio incarico per ragioni alte e nobili. Tutto qui.