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Buongiorno

06.02.2018 - Buongiorno Italia

Elezioni: la verità? I più “impresentabili” sono proprio i leader

Buongiorno, Italia.
La campagna elettorale già partita sotto un cattivo segno, a causa della legge indecente con la quale ci portano alle urne, rischia di far aumentare ulteriormente l’astensionismo per i toni e gli argomenti che le opposte fazioni stanno usando.

Si era auspicato un confronto civile e chiaro sui problemi che maggiormente impegnano l’attenzione dei cittadini, data soprattutto la loro gravità: l’uscita dalla recessione ancora troppo lenta, il dramma della disoccupazione non più soltanto giovanile, la sicurezza, l’immigrazione, le nuove povertà, i disagi sociali, la forbice ancora troppo ampia tra Nord e Sud in tutte le categorie del benessere ed altro.

Mancano soltanto 27 giorni alle elezioni, le liste sono state presentate una settimana fa, e l’argomento che ancora fa notizia è quello dei cosiddetti “impresentabili”. Una vergogna tutta italiana: non gli impresentabili, che per come vengono definiti non mancano in nessun Paese del mondo e, dalle nostre parti, in nessuna lista. La vergogna è che leader che si candidano al governo dell’Italia, invece di raccontare con documentata chiarezza come intendono far fronte a quei problemi, competono al ribasso, ovvero a chi ha più “impresentabili” nelle proprie liste. La qual cosa, mutatis mutandis, alla fin dei conti equivale a stabilire quale dei leader è più o meno impresentabile dell’altro.

Un esempio per tutti, in conclusione.
Il capo dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, afferma: “Renzi ci dice che noi abbiamo candidato nelle nostre liste un amico degli Spada. Rispondo io: ma lo dici proprio tu che hai preso i soldi da Buzzi e da Mafia Capitale per le elezioni?”. La replica di Renzi: “Caro Di Maio, quello che ancora non hai capito è che un avviso di garanzia non è una condanna. Perché altrimenti per voi sarebbe un dramma”.

Scusate tanto: se questi sono due leader, figurarsi cosa c’è “in coda”.