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Buongiorno

09.09.2017 - Buongiorno Campania

Giovanni, il giovane cardiologo premiato all’estero che vuole lavorare in Campania

Buongiorno Campania.
Molto bella la storia di Giovanni Ciccarelli raccontata dal Corriere della Sera.
In breve. Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Napoli con il massimo dei voti e la lode, quindi la specializzazione in Cardiologia, qualche anno fa si era visto costretto ad emigrare in Belgio. Qui si è dedicato alla ricerca su un particolare settore: la diagnostica delle stenosi coronariche. Un lavoro intenso che gli ha fatto conseguire il risultato della “Young Investigator Award”. Si tratta, in buona sostanza, del riconoscimento di miglior ricercatore al mondo in quella specializzazione.
La storia bella di questo giovane diventa bellissima nel secondo capitolo, che è fresco di giornata ed è stato rivelato, appunto, dal Corriere Della Sera. Giovanni ha deciso di rimpatriare. Se ne torna a Napoli sfidando il rischio del precariato chissà per quanti anni, considerato che i concorsi nelle strutture pubbliche sono bloccati o vanno a rilento e in quelle private i contratti sono quasi sempre a tempo determinato.

Il gioco vale la candela? Giovanni Ciccarelli ha deciso che vale e tanto più. E ne dà una motivazione che non è romantica ma, piuttosto, di orgogliosa italianità: “Devo e voglio credere nella mia terra, e voglio dare il mio contributo”, ha detto.
Anche noi, italiani e soprattutto noi della Campania, dovremmo credere nella nostra terra. E, in questo caso, a maggior ragione, dovremmo volere e credere che qualcuno, ai livelli istituzionali che contano, tenga presente la storia di un giovane cardiologo “migliore al mondo” nella ricerca sulla diagnostica delle stenosi coronariche.
Come? Molto semplice. Qualche giorno fa, per il giornale on line Orticalab, ho raccontato dello scandaloso sistema clientelare della realtà sanitaria irpina, riprendendo – tra l’altro – l‘applicazione assai diffusa di un articolo di legge (vale solo per la Sanità) che consente ai direttori generali di contrattualizzare come dirigenti professionisti esterni alle aziende ospedaliere e alle Asl. Il “privilegio”, in Irpinia, pare sia stato concesso per lo più alle “amiche” di qualche politico, indipendentemente dalle loro specifiche competenze e vocazioni sanitarie e soprattutto amministrative.

Ecco, inserire nell’elenco dei “privilegiati” anche qualche maschio, oltre alle femminucce, tanto più se si tratti di un maschio “Young Investigator Award” come Giovanni Ciccarelli, sarebbe già un modo per dichiarare l’intenzione di invertire la rotta di pratiche schifosamente clientelari di cui non se ne può più. Oltre, naturalmente, a poter disporre di professionisti all’altezza del compito. E solo Dio sa quanto ce n’è bisogno in un campo così delicato e importante qual è quello della Sanità.