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Buongiorno

04.02.2018 - Buongiorno Irpinia

I ragazzi irpini, la violenza, le istituzioni. E la famiglia dov’è?

Buongiorno, Irpinia.
In un breve arco di tempo l’Irpinia è stata teatro di due gravissimi episodi di violenza giovanile.

Il primo risale al 9 gennaio scorso. Un ventenne di Contrada fu ferito al braccio da un colpo di pistola sparato da un coetaneo. La dinamica del fatto è ancora oggetto di indagini e di perizie medico-legali e balistiche. Materia molto delicata, oltre che complessa, la cui ricostruzione inciderà non poco sulla eventuale riformulazione dell’accusa e sugli esisti processuali.

È dell’altro giorno, invece, il secondo episodio, un classico da “arancia meccanica”. Un diciottenne di Altavilla Irpina prelevato di forza da due coetanei al terminal bus di Avellino, portato in un garage, immobilizzato su una sedia e imbavagliato, quindi picchiato con mazze di legno. E poi, come se la “lezione” non fosse stata sufficiente, trasportato in un bosco, legato ad un albero e lasciato lì dopo una minaccia del seguente tenore pronunciata da uno dei due aggressori “Se non ti uccide il freddo, domani ti uccido io”. Il tutto per un presunto debito di 25 euro.

Si potrebbero aggiungere le cronache del giovane morto per overdose in casa del suo spacciatore senza che questi si fosse preoccupato di chiamare aiuto. E, ancora, la brutta sorte di un altro giovane legato e imbavagliato in casa da due ladri anch’essi più o meno coetanei ancorché stranieri. Ma queste sono storie di diversa natura.

Don Vitaliano Della Sala, parroco sempre in prima linea sul campo delle battaglie sociali, ha scritto d’essere rimasto profondamente colpito dall’efferatezza di questa violenza di ragazzi nei confronti di altri ragazzi. E, in effetti, è ciò che più colpisce dei due episodi restituiti dalla cronaca.

Condivisibile è anche lo sconcerto manifestato da Don Vitaliano di fronte alla rassegnazione delle istituzioni locali.

Mi permetterei di distinguere tra istituzioni elettive e forze dell’ordine. È una verità incontestabile, infatti, che Carabinieri e Polizia di Stato siano costantemente presenti sul territorio. Così come ci sono segnali evidenti, dopo un lungo periodo di oggettiva opacità, della attenzione alta che attualmente la Prefettura sta ponendo verso questa dimensione della vita sociale irpina.

Si può fare di più? La risposta affermativa è scontata. Anche se essa – diciamolo senza infingimenti – può essere tanto più efficace quanto maggiore sarà l’impegno di doverosa vigilanza sui ragazzi, oggi pressoché assente, da parte delle famiglie.