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Buongiorno

05.01.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd irpino al congresso alla vigilia delle elezioni? Che follia!

Buongiorno, Irpinia.
Si fa, non si fa. Meglio farlo, meglio non farlo. Alla fine si è deciso: si fa il 14 gennaio. Ma un minuto dopo che il commissario David Ermini ha definitivamente confermato che si fa, rieccoti il coro che, no, è meglio non farlo.

Il congresso provinciale del Partito Democratico irpino è diventato, più che un tormentone (tanto alla gente normale non frega niente), la cartina di tornasole dello stato di confusione in cui versa il partito di Matteo Renzi: in provincia di Avellino come a Panicuocolo (se questo paese esiste, ce ne scusiamo con i suoi abitanti), a Roma come a Rignano sull’Arno (attenzione: questo paese di certo esiste, e per chi non lo sapesse è il paese di Matteo).

Dunque, il congresso si fa. Ed è una grande cavolata farlo quando manca un mese alle elezioni politiche. Perché il Pd non naviga affatto in acque tranquille, non sta trasmettendo messaggi chiari all’elettorato irpino, si ritrova tra i piedi ancora e sempre l’ingombro storico che sono diventati ormai i De Mita, avrebbe bisogno della necessaria concentrazione per affrontare una campagna elettorale decisamente non facile.

Epperò stavolta nessuno può prendersela con Ermini, né tantomeno con Luigi Famiglietti, se alla fine il commissario ha dovuto scegliere di farlo questo inutile e dannoso congresso. Perché, almeno da un paio di settimane, l’ex senatore De Luca ha martellato giorno e notte Ermini, anche con un linguaggio non sempre civilissimo, per indurlo a convocare il congresso.

Molti osservatori, a cominciare dal sottoscritto, avevano immaginato che De Luca invocasse l’appuntamento congressuale, qui e subito, per una motivazione squisitamente politica. Ora si è capito, invece, che l’ex senatore ha utilizzato il tema del congresso come arma di pressione per un altro scopo: ottenere attenzione sulla sua richiesta di candidatura alle prossime elezioni.
Non a caso, in singolare coincidenza con l’annuncio di Ermini, è arrivato un documento firmato da 104 persone, per carità tutte rispettabilissime, che chiedono - appunto - che De Luca venga candidato.

Ora, dal momento che le due cose possono e dovrebbero avere percorsi assolutamente autonomi - perché altro è la politica, altro le esigenze personali - c’è da augurarsi che Ermini torni sui suoi passi e disdica il congresso. E tanto per il bene del Pd ed anche per la salute mentale di noi comuni cittadini, che avremmo il diritto di assistere a spettacoli politici più edificanti e meno personalistici.

La chiosa finale ed essenziale potete leggerla nella Siringa di Mila Martinetti di oggi. Con tutto il rispetto per Enzo De Luca e per le sue pur legittime rivendicazioni.