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Buongiorno

04.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Il giorno del sindaco Ciampi: “leone” oggi o “pecora” per sempre?

Le dichiarazioni programmatiche del sindaco di Avellino arrivano in Consiglio comunale.

Diciamolo subito: oggi non è il giorno della verità, come da qualche parte si è detto. Anche perché non c’è alcuna altra verità da svelare oltre a quella che già conosciamo e che può essere riassunta nei seguenti punti.

1) Il sindaco 5 Stelle è stato eletto al ballottaggio con il 60% contro il 40 ottenuto dal candidato del centrosinistra Nello Pizza.

2) Il sindaco 5 Stelle dispone della “stragrande minoranza” di 6 consiglieri, se stesso compreso, sui 32 che compongono l’assise comunale.

3) Il centrosinistra che aveva sostenuto Pizza conta complessivamente 17 consiglieri, ma è diviso in tanti gruppi l’un contro l’altro armati da rappresentare, nella sostanza delle cose, né più né meno che una somma di inutili minoranze (6 Pd a loro volta assemblati in sottogruppi di 4 + 2; 5 “demitiani” in parte dissolventi in “petracchiani”; 3 festiani Gianluca Festa compreso; 2 dagostiniani di cui già uno in viaggio verso Del Basso de Caro; 1 “Iacovacciano” ossia Ettore Iacovacci medesino).

4) Il centrodestra ha 2 consiglieri che la pensano diversamente su tutto ma che, per decenza, si sforzano di apparire due cuori e un’anima politica sola.

5) Ci sono, infine, altre tre minoranze “civiche” rappresentate dal tris che fa capo a Luca Cipriano (lui stesso compreso) e dagli “individuali” Dino Preziosi e Nadia Arace.

Si converrà che in un mare così incasinato stenterebbe a trovare la rotta, figurarsi la Verità propriamente detta e con la “V” maiuscola, perfino il più navigato dei politici. Ecco anche perché quello di oggi è semplicemente il giorno di Ciampi.

Oggi il primo sindaco 5 Stelle di Avellino, “anatra zoppa” non per colpa sua ma di una legge elettorale idiota, si gioca tutto, innanzitutto la faccia. Egli è ben consapevole (l’ho scritto ieri per Orticalab) d’essere il protagonista principale d’un inedito racconto kafkiano. È immerso, suo malgrado, in un pozzo senza fondo di paradossi. Quelli descritti ai cinque punti precedenti ne sono la quintessenza. Più sfortunato di così Vincenzo Ciampi non poteva essere.

Eppure quello di oggi è il suo giorno. I rappresentanti delle opposizioni tenteranno di massacrarlo. La differenza tra l’uno e l’altro oppositore sarà nello stile. Ma l’obiettivo sarà la conquista dello scalpo del sindaco, se ne abbia certezza. Qualcuno, dando fondo alla propria bestiale rozzezza, tenterà perfino di deridere Ciampi per via di quella brutta “buccia veronese”. E tutto ciò sarà la “notte” del giorno del sindaco.

Ma c’è tanto spazio anche per il suo “giorno” propriamente detto. Se il sindaco riuscirà a riempirlo con le parole – queste sì – della Verità e della Concretezza, senza indulgere alla benché minima ambiguità, egli potrà avere la comprensione e il sostegno degli avellinesi, e forse anche di parte consistente delle opposizioni. Serve coraggio per rompere certi schemi ormai anacronistici dei 5 Stelle. Epperò non si sfugge: Ciampi è chiamato alla scelta di vivere o meno il suo giorno da leone, nella consapevolezza che gli eventuali cento da pecora saranno la sua tomba politica ed anche quella dei 5 Stelle d’Irpinia.