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Buongiorno

10.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Il sindaco Foti e la meschinità di questo Pd

C’è una meschinità politica nel Partito Democratico irpino che non risparmia nessuna delle sue tante anime inquiete. Un partito avrebbe sempre il dovere di difendere un proprio sindaco, a meno che questi non se ne sia mostrato “indegno” dentro e fuori l’attività amministrativa.

Per stare ai fatti, il sindaco di Avellino, Paolo Foti, può essere giudicato molto o poco efficiente, a seconda dei punti di vista. Ma il suo profilo etico è indiscutibile.
Potremmo dire “encomiabile”. Il Pd, che è il suo partito, dunque, ha (avrebbe avuto) il sacrosanto dovere di difenderlo sempre.

Vi ripropongo un passaggio dell’intervento di Ciriaco De Mita, lunedì scorso al Circolo della Stampa. Ne ho già scritto ieri su Orticalab, ma in un contesto diverso.

Riferendosi alla esperienza amministrativa di Foti, De Mita ha detto: “Nell’ultimo quinquennio, i consiglieri comunali hanno preso a negoziare il vantaggio. E lo hanno fatto rispetto al sindaco. Certo, se ci fosse stato uno con un poco di testa la storia sarebbe stata diversa. Perché l’ulteriore problema, qui, è stato che, di fronte ai consiglieri ricattatori, vi era un sindaco senza testa”.

La domanda è: si può consentire a un Signore che ha un milione di cose politiche da farsi perdonare di offendere così volgarmente un sindaco senza che il partito di quel sindaco dica una parola una sola? È o non è una meschinità insopportabile questo comportamento?

Come si spiega che non dicano niente Nicola Mancino ed Enzo De Luca, ossia le persone che cinque anni fa proposero la candidatura di Foti? Come si spiega che non dica niente il nuovo segretario provinciale del Pd, Giuseppe Di Guglielmo, ancorché trimezzato e provvisorio? E Umberto Del Basso de Caro, fiero oppositore di De Mita, anche lui ha perso la parola? E gli assessori di Foti, e i suoi consiglieri di maggioranza?

Tutti zitti. Nessuno che ha il coraggio di dire a De Mita che farebbe meglio ad occuparsi dei guai di Noi con Loro e dell’Aias invece di tranciare giudizi sempre più volgari sull’intelligenza altrui.
Vergognatevi, Signore e Signori del Pd.