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Buongiorno

07.01.2019 - Buongiorno Irpinia

Il sindaco di Milano, Enzo Venezia e noi comuni cittadini

Ricordate quella brutta sortita del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, quando il ministro Luigi Di Maio annunciò l’intenzione di decretare la chiusura domenicale degli esercizi commerciali? Disse: “Negozi chiusi la domenica? Lo facessero ad Avellino, non rompessero le palle a noi”.

In effetti Sala aveva citato Avellino – ma avrebbe potuto chiamare in causa una qualsiasi altra città della Campania o del Sud od anche del Centro – perché Di Maio, nato nella clinica Malzoni, dove del resto venivano a partorire (e tuttora arrivano) tante donne dell’hinterland napoletano, in un comizio nel capoluogo irpino aveva elettoralmente ostentato origini avellinesi che di fatto non ha. Punto.

Ma questo è soltanto un casuale incipit al tema del Buongiorno di stamattina.
L’argomento è un altro. Ieri Orticalab ha pubblicato la lettera che l’ex sindaco di Avellino, Enzo Venezia, aveva inviato a Sala in occasione di quella sortita, e la risposta che ne ha ricevuto qualche giorno fa.

Cordialissima e pregna di ottimo stile politico la missiva attraverso la quale Venezia – senza alzare barricate, piuttosto utilizzando la forza della ragione e del buon senso – invita Sala ad Avellino per poterne apprezzare la dimensione civile e lo spessore culturale. Altrettanto signorile la risposta del sindaco di Milano, che di fatto si scusa con gli avellinesi sottolineando che il suo sfogo era rivolto al “modus operandi” del governo centrale, e non mancando di ribadire “...tutto il mio rispetto e la mia stima per le difficoltà che la Storia ha riservato loro”.

Niente di trascendentale, per carità. Ma un esempio, quello di Venezia, di come si possa difendere l’immagine della propria città senza dichiarare guerre di religione e, soprattutto, come comportarsi da sindaco senza essere più sindaco da un bel po’.

Ecco, forse se tutti noi cittadini ci abituassimo a comportarci da sindaci dei nostri grandi o piccoli comuni, senza essere sindaci, probabilmente daremmo una migliore rappresentazione delle nostre comunità, avendone di certo in cambio anche amministrazioni più degne ed efficienti di quelle che ci ritroviamo.

Un grazie a Enzo Venezia. Se l’è proprio meritato.