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Buongiorno

03.02.2020 - Buongiorno Italia

Il “virus cinese” e le tre ricercatrici dello Spallanzani orgoglio d’Italia

Tra le tante brutte notizie – e paure e preoccupazioni – che ci stanno accompagnando in queste settimana a causa del cosiddetto “virus cinese”, ieri ce n’è stata una buona, doppiamente buona, arrivata da Roma: i ricercatori dell’Ospedale Spallanzani hanno isolato il coronavirus che fino ad ora ha fatto circa 300 morti, praticamente tutti in Cina, e contagiato decine di migliaia di persone, con diversi casi anche in altre parti del mondo.

Aver isolato il virus non significa aver risolto il problema, ma è certamente un gran passo in avanti. Perché, come hanno spiegato i virologi dello Spallanzani, la disponibilità dei dati emersi “consentirà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi”. Di più: ora sarà più agevole studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino”.

È una notizia doppiamente buona, vista da noi italiani, perché il nostro è il primo Paese europeo ad aver raggiunto questo risultato. Prima dei nostri scienziati ci erano riusciti, dieci giorni fa, soltanto i virologi cinesi. Evidentemente – è il caso di evidenziare – perché è lì che il virus è insorto nell’uomo ed è lì, di conseguenza, che si è avuta la possibilità di studiare da subito la patologia.

È chiaro che il problema, per una vicenda così grave, non si pone in termini di “primato”. Epperò deve inorgoglirci il lavoro dei nostri ricercatori e l’eccellenza di tante nostre strutture sanitarie. Anche per questo ci piace ricordare i nomi delle tre ricercatrici protagoniste dell’impresa scientifica. Sono Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti. Grazie, Grazie, Grazie!