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Buongiorno

05.02.2018 - Buongiorno Irpinia

L’Asi in crisi e i premi di produttività

Buongiorno, Irpinia.
Il presidente ed il consiglio direttivo dell’Asi non hanno fatto niente di illegittimo deliberando il premio di produttività ai dipendenti. È previsto dalla contrattazione di secondo livello, si tratta evidentemente di una giusta corresponsione per i risultati raggiunti e via discorrendo.

Non si possono non sostenere le ragioni del sindacato, però, quando viene rilevata la “inopportunità” del provvedimento in presenza di due criticità decisamente molto gravi: da una parte il disavanzo di circa 8 milioni accusato nel bilancio dell’Asi (era quasi il doppio fino a poco tempo fa, prima delle transazioni con alcuni creditori e della vendita di capannoni e suoli); dall’altra, la situazione fallimentare in cui versa la partecipata al 100 per cento Cgs, i cui dipendenti, peraltro, stanno vivendo da tempo il dramma d’un futuro sempre più incerto.

Diciamola tutta: quel “premio” non si può negare. Però ha ancora ragione il sindacato quando afferma che in un’azienda in crisi i sacrifici vanno divisi tra tutti. E oggettivamente appare discriminatorio, almeno allo stato dell’arte, distinguere tra lavoratori di serie A e B.

Del resto, era stato proprio il Consiglio direttivo dell’Asi a riaffermare la necessità di un rigoroso contenimento dei costi date le circostanze. Il ripensamento rischia di far insorgere qualche dubbio di troppo, anche perché si è alla vigilia di una tornata elettorale particolarmente aggressiva che alimenta i sospetti di azioni clientelari.