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Buongiorno

02.08.2018 - Buongiorno Irpinia

L’Avellino dalla B al Tar. Ora è tempo di sperare e crederci. Il resto verrà dopo

Dunque, la serie B per ora è svanita. Allo stato dei fatti è andato in fumo anche il calcio professionistico, L’Avellino, insomma, è fuori dal “gioco” che conta. Delusione, amarezza, incredulità. E lacrime. Anche quelle, certo. Il sentimento dei tifosi va sempre rispettato: nella gioia e nel dolore.

Ce la faremo ad ottenere il miracolo dal Tar Lazio? Da irpini, “militanti” oppure no dello stadio “Partenio”, abbiamo il dovere di sperare e di crederci. È cosa saggia, però, anche tenere i piedi ben saldi a terra. Che significa, innanzitutto, non gridare, e nemmeno soltanto pensare, ai complotti.

Ho ascoltato cose assurde, in questi giorni d’attesa delle decisioni che avrebbe potuto assumere il Collegio di garanzia del Coni. Calmiamoci un attimo. Non è affatto vero che da quelle parti ci vogliono male. Non c’era e non c’è nessun disegno di farci fuori. Non è nemmeno vero, come si è affrettato a dire Walter Taccone, che “siamo stati trattati in modo infame.

Si comprende la rabbia, però non possiamo perdere di vista la verità. Che è una ed una soltanto: questa vicenda è stata gestita con grande superficialità. Sarebbe azzardato qualificare quella superficialità: cosa, chi, come e perché. Dietro un errore ci può essere tutto. Anche una difficoltà inconfessabile o spiegata male. Ma non è questo il tempo dei processi a chicchessia.

Questo è il tempo del silenzio e della collaborazione. Da parte di tutti. A cominciare dai tifosi.

Vediamo cosa succede al Tar. Ci sarà poco da attendere. Poi, a cose fatte, quali che saranno le cose, rimetteremo il pallone a centro e giocheremo la partita della verità: senza indulgenze e senza pregiudizi.