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Buongiorno

11.10.2018 - Buongiorno Campania

L’ottimismo della Volontà (e della Ragione) del Governatore De Luca

Sarà pure “Sceriffo”, sarà pure antipatico e perfino – assai spesso – irritante. E sbaglierà di grosso, e di certo sbaglia, quando sostiene che punire l’abuso in atti d’ufficio frena l’azione amministrativa di sindaci e burocrati, perché nessuno firma più una carta, come se non esistesse, invece, una via della legalità per la buona amministrazione. E sarà anche molto incoerente, e di sicuro lo è, quando sinceramente alza la bandiera della Questione Morale in politica e poi – ahimè – sottoscrive e “onora” i Patti Di Marano, continua a non disdegnare l’appoggio di grandi elettori condannati per truffa ai danni del Servizio Regionale Sanitario, non dice mezza parola su scandali come Aias-Noi con Loro, dà il suo tacito assenso a operazioni politiche Pd rivelatesi autentiche porcate (leggi pure congresso provinciale del Partito Democratico irpino), tollera la presenza di faccendieri stranoti nei corridoi degli assessorati regionali.

Sarà tutte queste cose, il Governatore della Campania, ed anche per queste cose rischia grosso alle prossime elezioni regionali. Ma non si può non convenire, a meno di peccare d’imperdonabile disonestà intellettuale e di gravissimo pregiudizio politico, che De Luca – in termini di realismo politico, di visione strategica e di pragmatismo gestionale – è oggi ancora il meglio che la Campania può offrire, indistintamente, sui tre versanti di sinistra, di centro e di destra.

La mia opinione è che egli abbia seminato molto più di quanto appaia. E che i frutti si raccoglieranno a distanza di tempo, due o tre anni minimo. Il problema, appunto, è che non c’è la percezione di massa del lavoro fatto dal governo De Luca: la congiuntura sfavorevole, diversi interventi statali soltanto annunciati, la disoccupazione a livelli inaccettabili e la lentezza antica della burocrazia regionale hanno di fatto sovrastato, almeno nell’immaginario collettivo, la valenza strategica dell’opera complessiva messa in cantiere da De Luca: dalla Sanità ai Trasporti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Cultura al Sociale.

Ma al di là dei dettagli, in merito alla “concretezza” una prova eloquente è fornita dall’avvio delle procedure, all’interno del Piano Lavoro, per l’assunzione di diecimila giovani nella pubblica amministrazione degli enti locali della Campania nei prossimi tre anni. La delibera di giunta che apre il “cantiere” del Piano Lavoro fu preannunciata alcuni mesi fa. Ieri l’altro è stata formalmente assunta. È una scelta che convince nel merito e nel metodo, che garantisce certezza degli obiettivi, copertura finanziaria e trasparenza.

Diecimila assunzioni di giovani in tre anni non risolveranno il dramma della disoccupazione in Campania. Epperò, vivaddio, nel deserto di idee e fatti, e di sovrabbondanza di chiacchiere politiche a buon mercato, per di più nemmeno richieste, l’iniziativa di De Luca sta a testimoniare l’ottimismo “dinamico”, non solo della volontà, ma anche della ragione. E diteci se è poco in questa solitudine della speranza che ci avvolge e deprime.