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Buongiorno

03.08.2018 - Buongiorno Irpinia

L’ultima "dichiarazione d’amore" rivolta al Pd

L’appello, tra il serio e il faceto, più serio che faceto, potrebbe essere questo: "Signori del Pd irpino, smettete di bere, uscite dai fumi dell’alcol, provate a pensare".

Dalla città capoluogo alle diverse latitudini del territorio provinciale regna sovrana la confusione. E poiché il tessuto politico-amministrativo d’Irpinia è fortemente caratterizzato dalla presenza di sindaci, assessori e maggioranze consiliari che ancora si riconoscono nel Pd, seppure tutti eletti sotto simboli civici, è dal Partito Democratico che possono e devono arrivare segnali significativi.

Tra questi segnali potrebbero annoverarsi anche eventuali cambi di casacca, che non necessariamente andrebbero interpretati alla stregua di comportamenti trasformistici. Tali sarebbero, infatti, soltanto se ispirati e finalizzati a convenienze personali. Si può cambiare opinione e fede politica, senza essere tacciato di trasformismo, se un partito scompare.

Al riguardo va aperta una breve parentesi. Quando si dice – ed ha cominciato a dirlo Ciriaco De Mita un bel po’ di tempo fa – che il Pd "non esiste", non si vuole significare che il Pd "non c’è". Il senso politico di quella espressione è che il Pd c’è ma è come se non ci fosse. Insomma, c’è ma non "vive", non produce, non appassiona.

Ora, che il Pd ci sia é nei fatti. Anzi, si può ben dire che è l’unico partito che di fatto c’è: con i suoi iscritti, anche se moltissimi sono fasulli; con le sue correnti, anche se non sono gruppi di pensiero ma essenzialmente fazioni di potere, nell’accezione più deteriore del termine potere; con le sue tante persone culturalmente attrezzate ed altrettanto perbene, anche se un po’ tutte contaminate da una smodata considerazione di se stesse.

Ugualmente plastica é la verità del Pd che c’è ma non esiste, nel senso che non produce politica ma – bene che vada – trastole clientelari, abusi, zone grigie dove si annidano affari o meglio malaffari, carrierismi, danni alla collettività (leggi Alto Calore), assurde ingerenze nella gestione dei servizi (leggi Ato Rifiuti).

A voler essere generosi, oggi il Pd irpino, quel Pd che c’è ma non esiste, ha ancora in sé - potremmo dire nel suo inconscio primordiale - forza per potere rinascere e finalmente esistere. Epperò ad una, irrinunciabile condizione: che chi sia stato causa del mal del Pd si tolga dalla scatole.

Certo: l’elenco è lungo e non risparmia né gli anziani, né gli adulti, né i giovani. É un obiettivo impossibile? Direi molto improbabile. Che concettualmente è già un obiettivo possibile. C’è utopia nel concetto? Certo. Ma l’avete visto che fine ha fatto questo Pd senza utopia?

E allora, Signori del Pd irpino, riflettete. E provate a smettere di bere. E ad uscire dai fumi dell’alcol. Provate a pensare.