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Buongiorno

02.11.2018 - Buongiorno Irpinia

La Caporetto del Pd alla Provincia e il coraggio che manca a Di Guglielmo

Elezioni provinciali. Sulla carta il centrosinistra era di gran lunga più forte del centrodestra. Ma il voto per il presidente ha premiato questo secondo schieramento: Domenico Biancardi è prevalso su Michele Vignola.

Per l’edizione odierna di Orticalab ho scritto un commento ampio e molto critico nei confronti di personaggi e personaggetti del Pd e del centrosinistra che hanno reso possibile il secondo scivolone alle provinciali dopo quello di quattro anni fa che vide Paolo Foti, sindaco di Avellino pro tempore, soccombere a Mimmo Gambacorta, primo cittadino FI di Ariano Irpino.

Qui voglio brevemente chiosare l’analisi del voto svolta dal segretario provinciale Pd, Giuseppe Di Guglielmo.

Egli afferma cose sacrosante nei confronti del consigliere regionale Enzo Alaia, che si dice collocato nel centrosinistra e ha di fatto sostenuto il candidato alla presidenza del centrodestra, contribuendo non poco alla sua elezione. Ma parla di Alaia, che peraltro non è del Pd, e basta. La sensazione è che egli sfoghi scientificamente e con inusitata veemenza il suo risentimento su Alaia per evitare di fare i nomi dei personaggi del Pd che hanno fatto peggio di Alaia.

E, infatti, era ben noto che il consigliere regionale fosse schierato per Biancardi. Lo aveva dichiarato e assieme a D’Agostino aveva addirittura messo su una lista a sostegno, ancorché civica.

Il problema è che Michele Vignola è caduto sotto il fuoco amico del Pd. Se i dem avessero votato compatti per il loro candidato, Alaia e compagni avrebbero determinato un buon risultato ma non la vittoria di Biancardi.

Ma tant’è. Di Guglielmo fu eletto segretario, con un congresso farsa, proprio in virtù del sostegno di alcuni personaggetti che hanno boicottato Vignola. Smascherarli significherebbe mettere a repentaglio la propria seggiola nel partito. Avrebbe dovuto, per dignità, dimettersi dopo la Caporetto di giovedì 31 ottobre. Ma le dimissioni, in casi del genere, sono un atto di coraggio. Don Abbondio non ne aveva. Non poteva inventarselo.