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Buongiorno

03.02.2019 - Buongiorno Irpinia

La Grottaminarda-Lioni-Contursi e il “Boom!” di Luigi Di Maio (e soci irpini)

Appena tre settimane fa, il vice Premier e capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, forse illuminato da qualche cartomante di Pomigliano (o di Montefalcione, non fa differenza), aveva detto che “siamo alle soglie di un nuovo boom economico”. Come e meglio del Grande Miracolo italiano del dopoguerra, tra gli Anni 50 e 60, aveva dovuto immaginare il giovanissimo Superministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

Poi è arrivata la doccia gelida dell’Istat – “L’Italia è in recessione” – largamente preceduta, invero ben prima dell’infelice sparata di “Luigino”, dalle analisi di eccellenti economisti. E assieme alla dura realtà della nostra economia, i mass media hanno opportunamente sottolineato il paradosso di tanti cantieri fermi, soprattutto nel Mezzogiorno, proprio quando ci sarebbe bisogno, invece, di più investimenti pubblici.

Diciamolo subito: molti di quei cantieri sono bloccati da anni per ragioni tutte italiane. Dunque non c’entrano Luigino Di Maio e i 5 Stelle. Il problema, piuttosto, è che da quando ci sono loro al governo sono stati chiusi anche i cantieri che procedevano regolarmente. Un esempio paradossale che riguarda l’Irpinia e i parlamentari 5 Stelle irpini è rappresentato dalla Lioni-Grottaminarda-Contursi.

Per la strada a scorrimento veloce, oltre tutto classificata opera strategica di interesse nazionale, c’era un commissario “ad acta” (non “straordinario”) che aveva garantito continuità dei lavori, importanti economie per le casse statali e trasparenza.

Il 31 dicembre 2018, per volontà dei 5 Stelle, specificamente per volontà del deputato irpino Carlo Sibilia, il commissario ha cessato l’attività. L’opera è rimasta orfana del committente, il cantiere di fatto bloccato in attesa di una soluzione che andava ragionevolmente assunta prima e non dopo la cessazione dell’attività commissariale.

Non solo, come è stato già ampiamente spiegato, una gestione diversa dal commissariato ad acta comporterà un notevole aumento dei costi dell’opera.

Insomma, comportamenti cervellotici che fanno, sì, “Boom!”, ma soltanto nel senso di esplosione della insostenibile inadeguatezza di questi 5 Stelle.