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La Siringa

di Mila Martinetti

08.07.2019

La Pantomima De Cesare-Festa-D’Agostino

Pantomima, in senso figurato, significa messinscena. Ieri abbiamo appreso da “Il Mattino” che Giannandrea De Cesare non vorrebbe più vendere l’Avellino Calcio. Perché – hanno spiegato dal suo entourage – le offerte ricevute dalla famiglia bresciana Radici, da un gruppo siciliano e da uno campano non sarebbero adeguate. Manca all’appello solo il danaroso imprenditore irpino Angelo Antonio D’Agostino, sodale politico del sindaco Festa, amico per la pelle – quest’ultimo – del Patron di Sidigas. Si accettano scommesse, Signore e Signori. Ricordate i versi della canzoncina che Festa cantò la notte del 10 giugno quando le urne lo premiarono su Luca Cipriano? Recitavano così: “Avevo un sogno da bambino / fare il sindaco di Avellino”. Dopo la pantomima, la scommessa. La canzoncina che intonerà D’Agostino dirà così: “E come disse Frate Indovino / Angelo Antonio s’è comprato l’Avellino”.