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Buongiorno

27.11.2018 - Buongiorno Campania

La Sanità, De Luca e i soliti Cinquestelle

“Delinquenza politica e squadrismo mediatico”. Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, lo dice con i toni forti e coloriti del linguaggio che gli viene spontaneo quando lo fanno andare in bestia. Ma non si può non convenire che stavolta ha pienamente ragione, nella sostanza e perfino nella forma. Insomma, “Quann’ nce vo’, nce vò!”.

Utilizzo ancora le sue parole, così come riportate dal Corriere del Mezzogiorno di ieri, per spiegare in rapidissima sintesi di cosa si tratta. Eccole: “Abbiamo trascorso una giornata a Roma per la verifica trimestrale sulla Sanità con il ministro dell’Economia e con quello della Salute. C’è una discussione in corso, in attesa di approvare il Piano ospedaliero della Campania a dicembre. Ma un minuto dopo la fine della riunione, ecco che ci siamo ritrovati dinanzi ad una campagna di disinformazione”.

Diciamolo subito: De Luca non ce l’ha con i giornalisti, che peraltro non c’entrano niente. Il riferimento è ai Cinquestelle – dai palazzi ministeriali al Consiglio regionale – che pregiudizialmente non vogliono riconoscere i significativi miglioramenti registrati con la sua gestione, nonostante la grave carenza di personale medico e infermieristico; tentano di ostacolare l’approvazione del Piano ospedaliero; e, soprattutto, sono fermamente intenzionati a togliere al Governatore il commissariato per il rientro dal debito sanitario (la commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento al ddl sul Fisco che ristabilisce l’incompatibilità commissario-presidente di Regione).

Ha ragione d’incavolarsi, De Luca, perché l’atteggiamento Cinquestelle è chiaramente strumentale. Sul piano pratico, se quell’emendamento dovesse diventare norma, si riprodurrebbero le contraddizioni – già sperimentate – tra programmazione sanitaria (competenza della Regione) e potere decisionale della spesa (competenza commissariale). Il risultato finale sarebbe una brusca frenata proprio ora che si cominciano a raccogliere i frutti di un lavoro decisamente appropriato.

D’altronde, per stare ai linguaggi, se rispetto all’evidenza che nel triennio deluchiano i Livelli essenziali dell’assistenza (Lea) hanno guadagnato ben 46 punti, portandosi così sulla soglia della sufficienza, la consigliera regionale grillina Valeria Ciarambino arriva ad affermare che “De Luca ha gestito la Sanità per il suo esclusivo tornaconto”, e che la sua funzione di commissario “ha ottenuto l’unico risultato di devastare la Sanità in Campania”, il Governatore ha oggettivamente mille fondati motivi per parlare di “delinquenza politica” e di “squadrismo mediatico”.

La verità è che De Luca, sulla Sanità in modo particolare, ha voluto metterci la faccia. E checché ne dica la Ciarambino, è riuscito a mantenerla pulita: impresa ai limiti dell’impossibile in un settore che sin dalla nascita delle regioni ha generato clientele, corruzioni e truffe stramilionarie, in Campania e peggio ancora in Lombardia e altrove. Un settore che è esposto a mille insidie e che, a causa di una norma infame, ossia la distribuzione delle risorse statali in base alla cosiddetta “spesa storica”, ha penalizzato e continua pesantemente a penalizzare in modo particolare proprio la comunità campana.

La verità è che di De Luca si può discutere il carattere impetuoso, forse anche l’enfasi eccessiva che mette nelle cose che annuncia e in quelle che fa: ma è del tutto fuori luogo insinuare dubbi sul suo impegno appassionato e costante, sulla sua onestà intellettuale, sulla incisività e assoluta trasparenza della sua azione amministrativa.

Lo dice uno che con De Luca non ha rapporti né politici né di amicizia, che non gli lesina critiche feroci quando se ne dà l’occasione, e che con lui ha parlato una sola volta, non da quando è presidente della Campania, ma ben 25 anni fa quando era sindaco di Salerno e il sottoscritto capo della redazione de “Il Mattino” di quella provincia. Tutto qui.