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Buongiorno

08.09.2018 - Buongiorno Irpinia

La commedia tragicomica del Comune di Avellino. Per favore, giù il sipario!

L’ho scritto qualche giorno fa in un commento per Orticalab e i fatti di ieri lo hanno confermato. Il sindaco di Avellino e i 5 Stelle da una parte, i gruppi consiliari di opposizione, dall’altra, stanno giocando al cerino: tutti hanno la consapevolezza che il Comune è destinato al commissariamento, nessuno vuole assumersene formalmente la responsabilità. Ogni soggetto in causa, insomma, si adopera affinché il cerino si spenga tra le dita dell’altro.

L’ultimo atto è andato in scena ieri, a seguito dell’ennesimo stop and go in retromarcia del sindaco e dei 5 Stelle. Le opposizioni hanno detto sì all’offerta del sindaco di ridefinire tutti insieme le linee programmatiche, ponendo però tre condizioni: 1) Ritiro, da parte del sindaco, del ricorso al Tar per il riconteggio delle schede elettorali in alcune sezioni: una mossa finalizzata, molto fantasticamente, ad ottenere il premio di maggioranza, più una minaccia con la pistola scarica che una cosa sensata; 2) Azzeramento della giunta; 3) Nuova giunta di profilo alto e squisitamente tecnico, ossia niente simpatizzanti dei Cinque Stelle o di altri partiti.

Il sindaco, dal canto suo, ha bollato la richiesta delle opposizioni come irricevibile. La sola cosa che si può concedere, ha ribadito Vincenzo Ciampi, è la ridefinizione del programma punto e basta.
Provocazioni da una parte e dall’altra, dunque, zero probabilità di approdo ad una soluzione utile.

A differenza delle precedenti puntate, però, adesso il gioco è davvero finito: a nessuno interessa più tra quali dita si spegne il cerino, perché di fatto si è già spento nel passaggio stucchevole da una mano all’altra.

Questione di un paio di giorni, se non proprio di poche ore, e i consiglieri della varia umanità di opposizione non potranno che portarsi dal notaio per le dimissioni. Sarà un atto dovuto di dignità politica. E non potrà di certo dolersene il sindaco Ciampi: per questo epilogo ci ha messo molto del suo. Poco importa se è stato indotto a farlo da qualcuno. La firma è sua.