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Buongiorno

03.01.2018 - Buongiorno Irpinia

La stagione dei saldi: sconti veri o bidoni?

Buongiorno, Irpinia. Oggi andiamo sul leggero. Almeno apparentemente leggero. Perché, con gli effetti della crisi economica che ancora pesano tantissimo sui bilanci delle famiglie e delle singole persone, il tema dei saldi è, nella sostanza, un argomento “pesante”.

Da venerdì 5 gennaio, in Campania parte ufficialmente la campagna degli sconti di fine stagione. Dalle nostre parti il commercio di settore stenta ancora a rialzarsi. Da un po’ di anni, per la stragrande maggioranza dei cittadini la “vita” dei capi d’abbigliamento si è allungata di non poco. Le priorità sono altre. Diciamolo pure: la tasca piange, e un po’ tutti – giocoforza – siamo costretti a frenare la velocità della moda. Spendiamo negli outlet, dove però non capisci mai fino in fondo la verità sull’anno di lancio del capo che scegli. Il “bidone”, insomma, è in agguato dietro l’angolo.

L’alternativa è attendere, appunto, la stagione dei saldi. Lì sei quasi certo ch’è roba d’annata. Lo sai perché ne parlano le riviste specializzate. I social fanno il resto: un passaparola velocissimo e soggetto al controllo di chi “ne-sa-sempre-un-poco-in più”. Insomma, il rischio del bidone s’abbassa di parecchio.

Epperò, con tutto il rispetto per i commercianti, chi ci dice che la percentuale del saldo esposto è genuina? In altre parole, chi ci garantisce che lo sconto è praticato sul vero prezzo originale?
È un dubbio che mi tormenta da quando una commessa amica, che peraltro non lavora in Irpinia ma a Milano, mi raccontò dei prezzi in etichetta che venivano aumentati prima di applicarci lo sconto.

Dice l’intelligentone di turno: “Non c’è rischio d’imbroglio perché chi solitamente gira per i negozi se li ricorda i prezzi che c’erano prima”. Può darsi che sia così. Ma la gente che solitamente “non” gira per i negozi, e che nei negozi ci va nella stagione dei saldi, è la maggioranza o la minoranza del popolo dello shopping? E poi, scusate: mica tutti abbiamo la memoria mirabolante di “Pico della Mirandola”! Io, ad esempio, non ricordo cosa ho mangiato ieri, figurarsi il prezzo – si fa per dire – d’una giacca, d’una camicia o d’un paio di calzini che magari ho visto uno o due mesi prima.

Insomma, il problema esiste. E allora, farebbero bene i commercianti ad inventarsi, se già non ce l’hanno, il sistema più idoneo per garantire la massima trasparenza alla politica dei saldi. Il cliente comprerebbe con maggiore soddisfazione. E loro venderebbero certamente di più.
E si perdoni l’impertinenza.