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Buongiorno

03.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Le elezioni provinciali, Ernesto Urciuoli, il pavone e la cornacchia

Buongiorno, Irpinia.
Premessa: la mia opinione è che l’istituzione Provincia doveva restare quella che era, con i poteri e le competenze che aveva. E spero tanto che prima o poi, più prima che poi, si ritorni allo status ante.

Intanto abbiamo l’aborto di Provincia che abbiamo e a fine ottobre – a quanto pare – i consiglieri comunali dovranno votare per scegliere il successore dell’attuale presidente e il nuovo Consiglio.

Le grandi manovre sono cominciate. E per ora – come abbiamo potuto apprendere dalle cronache locali – c’è già un sindaco che ha annunciato la propria candidatura alla carica apicale della Provincia irpina. Si tratta del primo cittadino di Aiello del Sabato, Ernesto Urciuoli. Persona rispettabilissima, va senza dire. Che però, come ha ben chiosato Marco Staglianò su Orticalab, fa discorsi a dir poco strani. Dice, ad esempio, che bisogna scegliere democraticamente un presidente unitario, ma intanto ha già scelto lui per tutti, ed ha scelto se stesso. Dice anche che bisogna fare “intese oltre i partiti”, ma nel frattempo accetta di buon grado la sponsorizzazione di una corrente del Pd.

Insomma, Urciuoli ha pensato di autoeleggersi presidente della Provincia. “Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca”, disse Napoleone portandosi sulla testa la corona di Re d’Italia, nel Duomo di Milano, il 26 maggio 1805. Ma quello era Bonaparte, mica tal Urciuoli da Aiello del Sabato. Ed anche a prescindere, se poi vai a vedere t’accorgi che a lui – intendo a Ernesto – la corona non gliel’ha offerta il Padreterno ma una manciatina di dei minori dell’ormai insignificante universo del Pd irpino.

Insomma, si comincia male anche per queste elezioni, appannaggio dei soli consiglieri comunali, nella scia (di metodo) di ciò che abbiamo purtroppo già visto all’Alto Calore per la scelta dell’Amministratore Unico e all’Ato Rifiuti per l’altrettanto scandalosissima nomina del direttore generale.

Con tutto il rispetto per Urciuoli, forse è arrivato il momento che i consiglieri comunali decidano di scegliere con la propria testa e in piena autonomia. Un primo criterio di selezione potrebbe essere il seguente: bocciate sul nascere i nomi sponsorizzati da questo o quel capobastone di questo o quel partito. E tanto per cominciare, bocciate subito il nome di Urciuoli. Uno come lui che si contraddice in modo tanto spudorato ricorda la storiella di quella cornacchia che si vestì con le penne del pavone: cominciò a gracchiare, e tutti si accorsero che era una cornacchia e non un pavone.