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Buongiorno

09.06.2019 - Buongiorno Irpinia

Lettera aperta (e “preventiva”) al Signor Nuovo Sindaco di Avellino

Egregio Signor Nuovo Sindaco di Avellino, Le scrivo queste poche righe prima che le urne del ballottaggio vengano aperte, dunque senza sapere se ha vinto Lei, Luca Cipriano, oppure Lei, Gianluca Festa. Naturalmente, oltre a scrivere pubblico anche prima che le urne vengano aperte e cominci lo spoglio. Ecco, pubblico esattamente alle ore 23 del 9 giugno, quando nemmeno la prima scheda elettorale sia stata ancora scrutinata. E tanto per evitare che Pierino lo Scemo pensi e posti la scemenza di turno, e cioè che ho atteso di conoscere chi vincesse per dire ciò che sto per dire.
Io desidero dire a Lei una cosa semplicissima, addirittura scontata, Signor Nuovo Sindaco di Avellino. Desidero dirLe che sarebbe una gran bella cosa – per la città di Avellino e per la politica di questa provincia – se Lei tendesse la mano al suo ormai ex avversario di questa competizione elettorale. Non un gesto di cortesia, non il fair play ad uso e consumo dei riflettori: sarebbe formalmente apprezzabile, ma sostanzialmente inutile.

Sarebbe una gran bella cosa tendere la mano al suo ormai ex avversario, se quel gesto fosse accompagnato dalla richiesta esplicita e pubblica di collaborazione nella vicenda amministrativa del capoluogo. Non il solito invito alla civile dialettica democratica e bla bla bla. Non serve. Anche perché, come l’esperienza insegna, dietro le dichiarazioni formali di questo genere ci sono quintali di stracci già pronti a volare. Ciò che serve è la collaborazione fattiva – non già nella gestione, improponibile per diversi e validi motivi – ma per la preventiva e ragionata condivisione delle scelte sulle questioni veramente importanti della città.

Le ragioni che sostengono questa ipotesi di percorso, Signor Nuovo Sindaco di Avellino, sono essenzialmente due. La prima è che il capoluogo – tra condizione di dissesto, emergenze mai sanate e ritardi accumulati – è messo talmente male da richiedere che tutti tirino la carretta senza che nessuno dissemini di ostacoli il percorso amministrativo. La seconda ragione è che entrambi – Lei, Signor Nuovo Sindaco, e Lei, Signor Sindaco Mancato – avete detto e ribadito di riconoscervi nel centrosinistra costruito intorno al Pd nazionale.

Sono perfettamente consapevole che questo mio scritto cadrà nel vuoto: sareste due veri leader – e in coscienza non credo che lo siate – se riusciste a spogliarvi della vostra vana arroganza e, soprattutto, se riusciste a liberarvi dalle catene che avete accettato al momento delle vostre candidature. Comunque io ci ho provato.

P.S.: Anche se mi pare scontato ribadirlo, il sottoscritto resterà “professionalmente” alla “opposizione” di chiunque sarà il Nuovo Sindaco: in ordine alfabetico come sopra, all’opposizione di Lei, Signor Cipriano, o di Lei, Signor Festa. E tanto per un motivo naturale: è quello il posto dei giornalisti. Correttamente, ma sempre.