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Buongiorno

10.01.2019 - Buongiorno Irpinia

Letterina (aperta) al segretario provinciale Pd, Giuseppe Di Guglielmo

Egregio segretario provinciale del Pd, Giuseppe Di Guglielmo, Le scrivo pubblicamente queste poche righe, in un impeto di non dovuto (e tanto meno richiesto) sentimento d’umano altruismo politico, per darLe un consiglio che, invero, m’aspettavo Le desse il presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, ossia la persona che più di tutte le altre l’ha voluta alla carica che Lei continua con grande disagio ad occupare.

Ecco, il consiglio è questo: ponga fine al Suo evidente, quotidiano imbarazzo, e si dimetta.

Il Suo imbarazzo, segretario, trasuda con ogni evidenza da tutti i pori, dalla testa ai piedi, in ogni apparizione pubblica. È un imbarazzo, perdoni il bisticcio, diventato ormai imbarazzante anche per chi La osserva. Perché di fatto – caro Di Guglielmo (e lasci passare il “caro”) – è chiaro come l’acqua alla sorgente che Lei, purtroppo sempre più, nel contesto politico provinciale funge sostanzialmente da niente.

Non c’è un evento, un episodio, un problema, una iniziativa, un semplice afflato di questa provincia, caro Di Guglielmo, in cui Lei appaia. Non appare nemmeno in metafora. La sua presenza nei fatti, nelle cose, nei problemi d’Irpinia – dal capoluogo agli altri 118 comuni – non viene registrata neanche soltanto come allusione, per “sentito dire”. Lei, insomma, restituisce – più che altro – l’idea di un fantasma che rinuncia perfino a sapere come e perché si ritrovi ad aggirarsi da queste parti.

Il Suo spazio se lo prendono a turno i De Luca, i Festa, i Ricciardi, le Paris ed altri vampiretti e vampirette: gli stessi che hanno succhiato il midollo del Pd, riducendo il partito allo stato leucemico in cui si trova, e che continuano ad usare Lei come foglia di fico. Il danno al Pd e la beffa al segretario.

Non è un ulteriore, sufficiente motivo per un Suo gesto alto e nobile, segretario Di Guglielmo?