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Buongiorno

16.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Lo schiaffo al prof del “Dorso”. Ma chi sono i veri colpevoli?

Buongiorno, Irpinia.
Stando alle notizie riportate dall’edizione irpina di ieri de “Il Mattino”, per lo studente del “Dorso” di Avellino che ha reagito al rimprovero di un professore dandogli uno schiaffo è stata decisa “una disposizione pedagogica e formativa per far riflettere e recuperare a pieno l’allievo”.

E la disposizione, non ancora ufficializzata, sarebbe la seguente: “Sette giorni di espulsione didattica ed altri sette di servizio interno di educazione civica e diritto con l’ausilio di alcuni docenti dello stesso istituto”.

Non sono un esperto di pedagogia scolastica, che è materia molto complessa e delicata. Né mi sento in diritto e in grado di giudicare il comportamento di un ragazzo senza conoscerne il profilo e la sua storia umana.

Credo, però, che la decisione degli organi competenti del “Dorso”, per come è stata riportata, sia molto saggia ed altrettanto utile. Anche se, personalmente, trattandosi di un ragazzo senza precedenti del genere, avrei optato per un gesto simbolico purché sincero e pubblico: la richiesta di scuse da parte dello studente.

Non sono innocentista. Al di là dello specifico episodio, nutro il ragionevole dubbio che i “colpevoli” d’un certo preoccupante lassismo nel mondo scolastico – da non confondere con il bullismo – non siano gli studenti ma le famiglie e l’istituzione Scuola. Se si consente ai genitori di giudicare e censurare gli insegnanti pur di difendere acriticamente i propri figli, c’è poco da sorprendersi di certi gravi comportamenti reattivi.

La verità, una delle verità, è che da una determinata epoca in poi lo Stato italiano ha cominciato a trattare gli insegnanti alla stregua di utilità marginale, e non solo sul piano economico. Da protagonisti naturali nel processo di crescita culturale e civile del Paese, i docenti sono stati sempre più relegati al ruolo di comparse. Il loro prestigio è stato gravemente deturpato.

In ogni caso, per tornare all’argomento “Dorso”, e chiuderlo, va bene la “disposizione” decisa.

Tuttavia, a mio avviso, una sberla al giovane, da parte del genitore, forse sarebbe stata cosa buona e giusta. “Mazz’ e panell fann’ e figli bell”, si diceva un tempo. Chissà perché oggi, i nostri ragazzi, ci piacciono brutti….