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Buongiorno

11.09.2017 - Buongiorno Italia

Lo stupro dei due carabinieri: la barzelletta continua

Buongiorno, italia.
La cronaca delle due ragazze americane che hanno denunciato d’essere state stuprate a Firenze da due carabinieri, dalla storia seria e drammatica che è rischia di diventare una barzelletta. Appunto, l’ennesima barzelletta sui carabinieri. E non pare proprio che ce ne sia bisogno: qui c’è da piangere, per la pessima figura che facciamo davanti al mondo, non certo da ridere.

Rischia di diventare una barzelletta, questa bruttissima e tristissima storia, perché uno dei due carabinieri sotto accusa, evidentemente consigliato dal proprio legale, dopo tre giorni dall’accaduto, ovvero con estremo comodo, si è recato in Procura ed ha confessato. Ma attenzione: mica ha confessato lo stupro. Tutt’altro. Ed è qui che comincia la “barzelletta”. Quando si è visto senza via d’uscita, giacché diverse circostanze lo incastrano, ha deciso di presentarsi in Procura per raccontare che, sì, è vero, ha avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze ma lei era consenziente.

Immaginiamola, allora, la scenetta. Le due ragazze avevano trascorso la serata in una discoteca di piazzale Michelangelo. Verso le due e mezzo di notte, dopo aver bevuto non poco e non solo, escono dal locale e chiedono informazioni ad una delle tre pattuglie dell’Arma intervenute da quelle parti per sedare una rissa.
I due carabinieri interpellati si offrono di accompagnare le ragazze a casa. In ascensore e lungo le scale, secondo la denunzia delle americane, succede il fattaccio. Secondo la versione del militare che ha confessato – ecco la scenetta – la “sua” ragazza acconsente, forse addirittura chiede il rapporto sessuale. Come se fosse un dettaglio ininfluente che era nelle condizioni post-alcol che si possono immaginare e che lui, il dongiovanni in divisa, non vestisse appunto la divisa di una delle istituzioni più decorose che l’Italia può vantare.

E allora, Signor Appuntato, vogliamo smetterla di raccontare barzellette su se stessi per darsi una mossa di serietà e di coscienza?
L’altro carabiniere incriminato che ancora sta pensando a come raccontarla la sua barzelletta, che fa: c’è speranza che non la dica più patetica del collega?

Per ora Arma e Ministero della Difesa hanno deciso di comune accordo che i due carabinieri sono indegni della divisa che indossano e li hanno sospesi. Ben fatto. Speriamo, però, che non finisca a tarallucci e vino. Si può essere anche “consenzienti”. Ma c’è un limite a tutto.