menu

Buongiorno

29.10.2017 - Buongiorno Campania

Maria Elena Boschi e il caso-Ercolano. Se il renzismo è questo... Buonanotte

Buongiorno, Campania.
Maria Elena Boschi protagonista, a sua insaputa, della ilarità nazionale. Ne sono convinto: lei non sapeva niente, e credo che mai avrebbe approvato, l’ordinanza dell’obbediente (al sindaco) dirigente del Comune di Ercolano.

Ma cominciamo daccapo, dalla notizia. Che è tutta sintetizzata, appunto, nell’ormai famigerata ordinanza.

Eccola: “Nei giorni 27, 28 e 29 ottobre soggiornerà presso l’Hotel Miglio d’Oro l’on. M.E. Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Pertanto si dispone a codesta società di provvedere ad una accurata pulizia (spazzamento, rimozione dei manifesti funerari ed eventuale scerbatura) nelle seguenti strade….”. Nel dispositivo, infine, non si manca di raccomandare alla Polizia Municipale il più rigoroso controllo sull’esecuzione dell’ordinanza.

Sull’episodio in bilico tra il comico e il serio, in verità più pendente verso la parte comica che quella seria, hanno già ironizzato, molto opportunamente, illustri corsivisti: uno per tutti, lo scrittore Massimo Gramellini nel suo “Caffè”, che mi permetto di segnalarvi, sul Corriere Della Sera di ieri.
Io vi intrattengo, in breve, sul filo della mia memoria di giovane cronista.

Eravamo negli anni antecedenti all’esplosione di Tangentopoli. Dalle nostre parti soprattutto, la visita di un Ministro, di un Sottosegretario, talvolta di un semplice Deputato, veniva annunciato dai capibastone locali con manifesti sulle cantonate cittadine che recavano con inoppugnabile perentorietà la scritta: “Viva il Sottosegretario…..”, Ministro o Deputato tal dei tali. Perché l’Ospite Illustre dovesse essere inneggiato al pari di un Re” o d’una Regina, lo sapevano soltanto i suddetti capibastone, gli unici che godevano dei favori del potente di turno, e che - per questa ragione - si facevano abusivamente portavoce d’un improbabile sentimento di gratitudine della comunità locale verso il tal Sottosegretario, Ministro o Deputato.

All’epoca non si emettevano ordinanze per far ripulire le strade lungo le quali sarebbe sfilato l’Illustre Ospite Politico: bastava l’ordine con un fischio, e i galoppini eseguivano. Epperò mai mi è capitato di vedere, in quegli anni e nelle citate circostanze, una strada ripulita perfino dei manifesti funerari. Restava sacro, e molto al di sopra della vanità e del servilismo politico, il rispetto per i defunti e per i familiari dei defunti.

È un segno decisamente negativo dei nostri tempi politici l’eccesso di zelante servilismo del dirigente comunale di Ercolano. Il quale, va da sé, non può aver agito senza l’ordine del sindaco. Ed è qui la parte veramente seria, tutt’altro che comica, dell’episodio. È qui perché il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, è un giovane ed è stato raccontato, da Matteo Renzi in prima persona, come una speranza della buona politica.

Mi permetto di osservare che episodi come quello di Ercolano rivelano una mentalità. E con tutto il rispetto per le convinzioni di Renzi, mi permetto di aggiungere che se l’agognata buona politica si fonda su speranze tipo Buonajuto siamo messi proprio maluccio. E ciò, per altro verso. potrebbe spiegare anche perché il Pd di Renzi continua a calare nei sondaggi sulle intenzioni di voto.

La quale ultima cosa, detto in sincerità, non mi rallegra affatto. Tutt’altro.