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Buongiorno

02.01.2019 - Buongiorno Campania

Sanità: bene il taglio dei Primari, ma giù le mani da De Luca

Non è un male che il nuovo Piano Ospedaliero della Campania, approvato nei giorni scorsi dal ministero della Salute, imponga il taglio di circa 90 primari per adeguarsi agli standard nazionali previsti già tre anni fa dal decreto Balduzzi. Non è un male perché la proliferazione dei primariati senza giustificato motivo, se non quello clientelare, è essa stessa uno dei mali storici della sanità campana. Qui si è diventati primari in eccesso perché figli di, amici di, portatori di voti di. Non per la reale esigenza dei servizi nelle aziende ospedaliere e nelle Asl, dunque. E del resto, tutto si può dire fuor che l’infornata l’abbia fatta l’attuale presidente e commissario della Sanità, Vincenzo De Luca. È roba vecchia. Un cancro antico, che né i governi regionali di centrosinistra né quelli di centrodestra hanno avuto il coraggio di estirpare.

È un bene, invece, che con il nuovo Piano si possa finalmente sbloccare la situazione assurda di ben 1.500 precari che andrebbero premiati per la forza che hanno avuto di attendere anni prima di vedere la luce in fondo al tunnel. Le nostre strutture sanitarie già scontano una gravissima carenza di personale determinata dal blocco ormai decennale del turn over, figurarsi come sarebbero andate le cose se non ci fosse stato l’apporto dei precari. E che apporto, se si consideri che hanno dovuto lavorare sotto lo stress psicologico del futuro semestralmente incerto, e per di più senza godere pienamente dei diritti minimi sindacali.

Ora la strada non è in discesa, ma nemmeno più in salita ripida, per la Sanità della Campania. I suoi avversari politici, esterni ed interni al centrosinistra del governo regionale, non lo ammetteranno mai, anzi continueranno ad eccedere con critiche e polemiche pubbliche e private: ma la realtà racconta che De Luca ha fatto un ottimo lavoro, e che sarebbe un disastro annunciato se si concretizzasse la volontà 5 Stelle, già in via di definizione sul piano legislativo, di reintrodurre l’incompatibilità tra presidente di Regione e commissario per il rientro del debito sanitario. Tutto può servire, in questa fase già molto complessa, al di fuori di nuovi conflitti istituzionali che apparirebbero funzionali soltanto a fini e interessi elettoralistici.

Oltre tutto, un De Luca “vittima” delle ritorsioni politiche dei 5 Stelle finirebbe per rafforzarlo. Ne avrebbe problemi soltanto la Sanità. È un lusso che i 5 Stelle possono consentirsi? Il dubbio è legittimo.