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Buongiorno

07.12.2017 - Buongiorno Irpinia

Sanità: con pochi soldi si cantano soltanto messe...funebri

Buongiorno, Irpinia.
I dati incrociati Istat-Agenas restituiscono una realtà drammatica della Sanità nel Mezzogiorno d’Italia, con la Campania che guida la classifica del tasso di mortalità evitabile. Non è colpa della Regione e men che meno dei medici. La storia, documentata, è molto più semplice di quanto si pensi: per alcuni criteri decisamente scriteriati di assegnazione delle risorse nazionali, la Campania ha molto meno fondi di quanto dovrebbe. La spesa sanitaria ridotta rispetto al reale fabbisogno ci penalizza. Senza soldi non si cantano messe. Nel nostro caso – è il caso di dirlo – si cantano solo messe funebri.

Le cause prevalenti di questa condizione drammatica sono state più volte denunciate con forza dal Governatore De Luca. Non si è ancora spenta, d’altronde, nemmeno l’eco delle medesime denunce dell’ex presidente della Regione, Stefano Caldoro.
Intanto si deve registrare che né Caldoro con i governi di centrodestra né De Luca con l’attuale governo di centrosinistra sono riusciti a far modificare le politiche sanitarie centrali. Anche in questa categoria del benessere, purtroppo, aumenta il divario tra il Sud e il Nord. Fino a quando il criterio di distribuzione delle risorse resta la spesa storica, dalle nostre parti si potrà continuare a morire di miopie governative. Fa specie, per di più, che la classe politica parlamentare del Mezzogiorno d’Italia se ne sta buona e zitta. Si vede che “scoppia di salute” e il problema nemmeno l’avverte.

Dobbiamo fare di necessità virtù. Nel caso specifico, aiutarci da noi. Magari con le piccole cose che già si potrebbero fare e alle quali pare che De Luca stia lavorando. La razionalizzazione della rete ospedaliera, ad esempio. Naturalmente dove ciò sia possibile senza penalizzare le aree più interne della Campania.

Un esempio plastico è fornito dagli ospedali di Avellino e Solofra. Non è un tema nuovo. Ma se si riuscisse a concentrare l’offerta generale al “Moscati”, prevedendo un polo specialistico di eccellenza a Solofra, salvaguardando comunque gli altri servizi essenziali, senza aver bisogno di risorse aggiuntive che oggi comunque non riusciremmo ad avere, si potrebbe creare la condizione ottimale per livelli di assistenza decisamente più sicuri.
Ragionarci su seriamente e senza pregiudizi sarebbe già un ottimo inizio.