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Buongiorno

13.05.2018 - Buongiorno Campania

Sicurezza nelle città e nei paesi: De Luca ha ragione, ma la politica cosa fa?

Buongiorno, Campania.
Vi sentite sicuri nelle vostre città e nei vostri paesi grandi o piccoli che siano?

Credo che se si sottoponesse questa domanda ai cittadini della Campania (al pari di quelli di tutte le regioni italiane) la risposta sarebbe un coro unanime di No. Certo, il problema è avvertito in misura maggiore nelle metropoli. Ma non si scherza più nemmeno nelle piccole comunità.

Vi sareste mai immaginato, ad esempio, che nella tranquilla Irpinia potessero cominciare a spuntare le “baby gang”? Oppure – fattispecie radicalmente diversa, ma non per questo da “assolvere” a cuor leggero – che un allievo potesse prendere a pugni il proprio professore?

Lasciamo agli esperti il compito dell’analisi sociologica di certi fenomeni che ormai accomunano piccoli paesi e grandi città. E poco importa se si tratti o meno di processi d’imitazione in qualche misura favorita dai Social: Internet esiste, ha una funzione positiva straordinaria ed insostituibile, il problema non è qui, e seppure fosse sarebbe irrisolvibile su questo versante.

Il dato certo, piuttosto, è che la sicurezza – nei grandi come nei piccoli centri – è un grosso problema sociale cui – evidentemente – non si stanno ancora dando le risposte necessarie. In questo senso può essere letta la dichiarazione allarmata diffusa ieri dal Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e che mi pare utile riproporre nella sua interezza. Eccola.

“La rissa che si è verificata venerdì sera a Salerno, gli episodi delle ultime settimane che hanno visto protagoniste baby gang, e gli allarmi che arrivano con preoccupante cadenza dalle aree urbane, confermano che il problema della sicurezza è ormai la questione centrale delle nostre città. Faccio appello alle forze dell’ordine, che svolgono un encomiabile lavoro, perché si metta in campo un piano di prevenzione e di repressione in relazione a ogni comportamento illegale che minacci la serenità delle nostre famiglie. Ogni forma di violenza e di illegalità è intollerabile, dalle baby gang all’accattonaggio molesto, e all’occupazione di spazi pubblici con prepotenza e disprezzo delle regole. Occorre affrontare questa emergenza con estrema decisione. Le nostre piazze e strade non sono e non devono essere terra di conquista per delinquenti, per chiunque violi la legge e le regole di vita civile, siano essi italiani o stranieri”.

L’appello di De Luca non potrebbe non essere sottoscritto. Tuttavia, non possiamo correttamente esimerci dal sollevare due interrogativi.

Il primo: a parte le forze dell’ordine propriamente dette, che ricorda De Luca già svolgono “un encomiabile lavoro”, le amministrazioni comunali danno un contributo sufficiente, per quanto è di loro competenza diretta e indiretta, all’emergenza sicurezza?

Il secondo: perché quando certi problemi vengono sollevati, come da tempo sono stati sollevati, dai Cinque Stelle e dalla Lega sono “atteggiamenti demagogici” (impropriamente chiamati “populisti”, che significa ben altro) e diventano invece “”alti e nobili” quando a parlarne, con grave ritardo, sono quelli del Pd e della sinistra in generale?

Va aggiunto, per correttezza di cronaca, che il riferimento al Pd e alla sinistra non riguarda certamente Vincenzo De Luca. Se da sindaco di Salerno si era guadagnato il soprannome di “Sceriffo” lo si doveva, infatti, proprio alla sua intransigenza soprattutto rispetto alle questioni della sicurezza e delle buone regole civiche. Il che, peraltro, non sorprende: checché egli ne dica – o meglio, proprio in coerenza con ciò che dice – De Luca starebbe molto meglio nei Cinque Stelle o nella Lega invece che nel Pd. Egli, infatti, è un “populista” di nome e di fatto: populista nell’accezione letterale, storica e politica del termine; non in quella partorita dalla crassa ignoranza di chi ne fa stupido uso, o di chi ne fa abuso in malafede.