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Persone

Le interviste di Franco Genzale

26.02.2019

Silvio Romano, l’arte di far "parlare" il ferro

Settimo di tredici figli, aveva appena 9 anni quando il padre, Ermelindo Romano, per "toglierlo dalla strada" lo avviò al mestiere di falegname. Ma lui, Silvio, voleva fare il fabbro. E fu così, all’insaputa del padre, che cambiò bottega e maestro e cominciò la Grande Avventura della sua vita lavorativa e umana. A 18 anni lasciò Lapio e Atripalda ed emigrò in Svizzera. Qui espresse tutto il suo talento di artigiano del ferro in una prestigiosa officina. Voleva far soldi per tornarsene un giorno nei suoi luoghi d’origine, sicché svolse anche un secondo lavoro, nondimeno che al CERN, dove conobbe e si fece notare da Carlo Rubbia, allora giovane scienziato, che nel 1984 avrebbe conquistato il Nobel per la Fisica. Dieci anni in Svizzera, poi il ritorno ad Atripalda, quindi l’avvio dell’Officina Romano, diventata ben presto riferimento prestigioso della buona imprenditoria edile d’Irpinia. Una storia straordinaria quella di Silvio, oggi ottantenne ancora dedito al lavoro e a Maria, la persona che egli presenta così: "Lei stata ed è il mio tutto: moglie, madre, confidente, segretaria e direttrice. Una grande donna".
Conosciamolo da vicino. Buona visione.