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Buongiorno

30.10.2018 - Buongiorno Irpinia

Tranquilli, la Stazione Hirpinia non si tocca!

Alta capacità Napoli-Bari. Ho già espresso la mia opinione, decisamente controcorrente, circa il nuovo casus belli della Stazione Hirpinia in Valle Ufita programmata e decisa dai governi di centrosinistra che si sono susseguiti nel decorso quinquennio, ossia prima che lo tsunami Cinque Stella e Lega portassero a Palazzo Chigi l’attuale esecutivo giallo-verde.

La mia opinione, ripeto in estrema sintesi, è che la Stazione Hirpinia si farà, esattamente come programmata, nonostante la “indicazione”, sostenuta in commissione Lavori Pubblici del Senato da Cinque Stelle e Lega, di verificare la possibilità di bypassare la variante di Grottaminarda, e conseguente eliminazione di quella Stazione, per motivi economici.

La certezza che si farà deriva essenzialmente dalla seguente circostanza: seppure la richiesta verifica venisse fatta, a maggior ragione l’opera resterebbe quella già decisa. Perché, a conti già verificati da chi campa su questa terra e non da certi Cinque Stelle che abitano su Marte, qualsiasi tracciato alternativo alla variante di Grottaminarda avrebbe un costo di gran lunga superiore, senza contare il gravosissimo allungamento dei tempi di realizzazione.

Tradotto in mirabellano ortodosso, il fatto che in commissione Lavori Pubblici del Senato quattro gatti decisamente ignoranti in materia, oltre che in malafede, abbiano sollevato un problema che non esiste, non significa che la Stazione Hirpinia sia a rischio. Significa, molto più semplicemente, e giusto per stare nel “campo culturale” dei Cinque Stelle, che se uno come il deputato Carlo Sibilia dice convinto che l’uomo non ha mai messo piede sulla Luna, dai suoi colleghi parlamentari, ancorché senatori e non deputati, dobbiamo attenderci di tutto: perfino un ordine del giorno a Palazzo Madama con l’affermazione, inappellabile, che l’asino vola.

Ora, dal momento che tra i parlamentari Cinque Stelle, a cominciare da quelli irpini, di gente acculturata e di buon senso ce n’è e tanto più, come di ottima cultura e di infinito buon senso è dotato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si abbia la certezza che quella “indicazione” – resta solo da stabilire se sia una provocazione oppure una boutade – s’infrangerà per lo scorno sulla prima porta delle stanze governative che contano.

Ciò detto, resta da aggiungere che nella “ammuina” irpina di questi giorni, ultima quella arianese, le poche cose serie sono state ripetute dal deputato Umberto Del Basso de Caro e dall’ex parlamentare Luigi Famiglietti.

Il primo ha detto: “Alla base di questa scelta (la Stazione Hirpinia e relativo tracciato ferroviario) c’è una legge dello Stato, non basta una indicazione di verifica d’una qualsiasi commissione della Camera o del Senato per rimettere tutto in discussione. Si cambia la legge: significherebbe non fare più la Napoli-Bari”.

Famiglietti ha aggiunto: “La Stazione si fa. È stato già appalto il tratto Apice-Grottaminarda. A breve si apriranno le buste e partiranno i lavori. Non ci sono rischi concreti perché la Stazione possa saltare, ma è giusto sottolineare che ogni qualvolta se ne presenta l’occasione il Movimento 5 Stelle prova a farla saltare”.

E qui, noiosamente, dovremmo ripetere, e ve la risparmiamo, la storia degli asini che volano.

Un’ultima, doverosa annotazione. Chi mi segue sa “quanta “stima io nutra per il Ciriaco De Mita degli ultimi otto anni, e di quanto sia ancora cresciuta quella stima dopo le storie del Bar della Città Ospedaliera e dello scandalo Aias-Noi con Loro. Tuttavia, ciò non mi impedisce, anzi a maggior ragione mi obbliga a riscrivere – giacché è cosa sconosciuta ai più – che il tracciato attuale dell’Alta Capacità Napoli-Bari, quindi la Stazione Hirpinia di cui si parla, porta la firma, ancorché occulta, di Ciriaco De Mita. Fu lui, prima con Bassolino e Cascetta, poi con l’Ad pro tempore di Ferrovie dello Stato, a “pretendere” che il progetto includesse questa parte d’Irpinia.
A Cesare quel che è di Cesare. Sempre e nonostante tutto.